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Le tribù native dell’Ecuador e la foresta amazzonica presente sul territorio del Paese sono in pericolo a causa dell’inizio imminente di nuove operazioni per la ricerca e l'estrazione del petrolio. Si rischia un vero e proprio genocidio, oltre a una grave minaccia per un ambiente che dovrebbe rimanere incontaminato.

Il Ministero dell’Ambiente in Ecuador sta per concedere la licenza ambientale per lo svolgimento delle operazioni petrolifere nel lotto 55, conosciuto anche come Campo Armadillo. Si tratta di un territorio abitato da popolazioni indigene in isolamento volontario.

La lettera aperta rivolta al Governo dell’Ecuador da parte di Salviamo La Foresta chiede la chiusura definitiva del Lotto 55 e l’annullamento di tutte le concessioni emesse per il medesimo. Chiede, in particolare, l’ampliamento della Zona Intangibile Tagaeri Taromenae fino a questo lotto e oltre, tanto da stabilire un territorio che protegga a tempo indeterminato l’integrità ed i diritti umani fondamentali di queste popolazioni, evitando così un genocidio imminente.

Il lotto in questione si trova nello Yasuni, una regione dell’Ecuador il cui territorio, ufficialmente, sarebbe tutelato dall’istituzione di un Parco Nazionale che nel 1989 fu nominato dall’Unesco come Riserva della Biosfera, poiché rappresenta una delle zone più ricche di biodiversità del mondo.

La scoperta di una strada petrolifera illegale nel Parco Nazionale Yasuni alcuni mesi fa ha messo in allarme il mondo e ora la preoccupazione sale perché il Governo potrebbe concedere un’autorizzazione che minaccerà la vita delle tribù e la salvaguardia della foresta amazzonica.

A causa della presenza delle popolazioni occulte, che scelgono di rimanere incontattate, si dovrebbe negare qualsiasi estrazione. Le associazioni che da anni lavorano, con diverse modalità, per la protezione di queste popolazioni, chiedono al Governo dell’Ecuador di fermare immediatamente l’attività petrolifera nel lotto 55.

La campagna ha avuto inizio il 20 novembre 2015 e Salviamo La Foresta ha messo a disposizione una petizione online da firmare e diffondere.

Firma qui la petizione di Salviamo La Foresta.

Marta Albè

Fonte foto: Travel Past 50

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