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Alcuni degli Ibis Eremita in viaggio dal centro-europa alla volta dell' Oasi wwf di Orbetello, meta italiana di svernamento, già solcano i cieli della Toscana. Si è conclusa, infatti, la loro migrazione autunnale. Sono partiti in 20 ma a essere arrivati sono solo 15. 2 esemplari sono morti a nord delle Alpi e 3 risultano a oggi dispersi.

Il viaggio degli Ibis, allevati dal Waldrappteam nell' ambito del progetto LIFE+ "Reason for Hope" cofinanziato dall'Ue per la reintroduzione in natura, era iniziato a settembre. Si ripeterà in senso inverso durante le giornate miti di Aprile, che permetteranno agli uccelli di affrontare il ritorno in Austria.

Il Parco Natura Viva li segue costantemente grazie alla app Animal Tracker, che li individua mentre sfiorano la costa, nella zona fra Lucca e Livorno. Il Waldrappteam, che li segue da terra tramite gps, invece, fa sapere che proprio la provincia di Livorno rappresenta la zona di massimo pericolo.

"L'esame a raggi X che è stato fatto a Hella, l'Ibis trovato morto nel livornese lo scorso ottobre, ha evidenziato la presenza di pallini da caccia, una chiara prova del fatto che l'animale sia stato vittima di bracconaggio. Purtroppo la caccia illegale in Italia ha già causato circa i due terzi delle perdite nell'ambito della popolazione che stiamo cercando di allevare, di rendere autonoma nella migrazione e quindi di reintrodurre in natura", afferma Johannes Fritz, a capo del progetto.

Eppure, nell'ottobre 2014 infatti, poco prima che Hella perdesse la vita impallinato, i rappresentanti della Federazione Italiana Della Caccia e della Confederazione Cacciatori Toscani furono nominati genitori adottivi onorari di due ibis eremita. Firmarono un accordo che prevede il continuo e costante supporto per ridurre la minaccia della caccia illegale a carico sia dell'Ibis eremita che di altre specie a rischio di estinzione, in particolare lungo la rotta di migrazione.

Ad oggi, però, il bilancio delle perdite è invece pesante: dal 2002 al 2012 sono stati persi 60 ibis eremita, il 70% dei quali è stato trovato morto a seguito di bracconaggio o è scomparso durante il periodo venatorio in Italia. Per ricordarne solo alcuni prima di Hella, vennero uccisi nel 2012 GOJA e JEDI, trovati in fin di vita grazie ai trasmettitori. E poi c' è Domino che, sopravvissuto nel 2012 ad un attacco dei bracconieri a Cecina, è rimasto privato della possibilità di volare.

Basta poco, infatti, per porre fine alla loro vita e al duro lavoro che sta dietro questo progetto di ripopolamento e alle mille fatiche affrontate duramte la migrazione. L'ultima peripezia di quest'anno è avvenuta nei dintorni di Brescia: l'ibis Luigi è "atterrato" sulla pista di decollo dell' aeroporto Nato di Ghedi, perché aveva perso il suo gruppo.

"Gli esemplari giovani infatti hanno bisogno degli adulti che gli insegnino la rotta– afferma Anne Gabriela Schmalstieg del Waldrappteam - Anche per questo è necessario salvaguardarli dalla caccia illegale e continuare a seguirli. Quando vengono colpiti gli Ibis più esperti, ne fa le spese l'intera popolazione e l' intero progetto. Come è successo a Hella e Goja, uccisi quest' anno" .

A Luigi è stato offerto primo soccorso dal Corpo di Polizia Provinciale di Brescia. È stato ricoverato presso il Centro di Recupero Fauna Selvatica della Valpredina e subito raggiunto dal Waldrappteam, che ieri pomeriggio lo ha trasportato direttamente ad Orbetello.

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Tara, Jazu, Artemide, Salem, Bima e Kato invece sono giunti a destinazione in autonomia mentre alla fine di dicembre, due esemplari del gruppo sono morti, sorpresi dall'abbassamento repentino delle temperature a nord delle Alpi, che gli hanno impedito di sopravvivere e ripartire verso sud. Tre esemplari risultano tuttora dispersi.

"Se doveste avvistare un esemplare di Ibis, perfavore avvisate il Parco Natura Viva allo 045.7170113 oppure il Waldrappteam al 347.5292120", conclude Schmalstieg.

Roberta Ragni

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