hadeda ibis

L'ibis eremita si è estinto in Europa Centrale, allo stato selvatico, oltre 400 anni fa e in assoluto si tratta di uno degli uccelli più rari al mondo. Ora il progetto europeo Life sta permettendo il suo ritorno: è stato individuato un metodo per reintrodurre questi uccelli come migratori, grazie a un velivolo ultraleggero che li accompagna durante la traversata proprio come se fosse la loro "mamma"

I genitori adottivi di questi esemplari di ibis eremita – dei ricercatori volontari – si sono, infatti, sostituiti alle loro mamme e attraverso l'ultraleggero in volo controllato, che ora è atterrato in Toscana nell'Oasi WWF della Laguna di Orbetello, ci hanno regalato la presenza di ben 14 esemplari di ibis eremita, un avvenimento straordinario considerando che nel resto del mondo sono presenti soltanto poche decine di coppie. Non si tratta del primo tentativo di riportarli in Europa.

Già nel 2013, sempre con lo stratagemma del velivolo, altri ibis eremita erano arrivati nel nostro Paese. Ma due esemplari, di nome Archimedes e Goya, avevano trovato la morte. Archimedes è stato ucciso a fucilate a Padova nel giugno dello scorso anno da bracconieri che purtroppo continuano a vanificare il duro lavoro degli scienziati e dei naturalisti del progetto austriaco.

Ora, speriamo che il destino dei nuovi ibis eremita sia migliore rendendoli protagonisti di questo straordinario progetto di migrazione controllata. I velivoli ultraleggeri servono ad insegnare loro la rotta migratoria. I volontari del progetto Waldrapp, avviato nel 2002, in questo periodo dell'anno conducono con un volo controllato gli ibis eremita all'Oasi WWF della Laguna di Orbetello.

La tappa italiana è strategica nel loro percorso migratorio verso Sud, in direzione delle aree di svernamento mediterranee e sub-sahariane. Il finanziamento europeo Life+Biodiversità permetterà al progetto di continuare. Oltre ai 14 esemplari arrivati oggi ad Orbetello, nei prossimi giorni è prevista l'accoglienza per altri ibis eremita nati negli anni scorsi.

ibis2

I ricercatori austriaci che seguono i voli degli uccelli con il Gps hanno raccolto 85 mila dati per ogni esemplare. Le loro rotte vengono registrate e un app permette di seguire gli uccelli durante le migrazioni. I voli raggiungono i 300 chilometri di distanza e i 2450 metri di altitudine.

La speranza dei responsabili dell'Oasi WWF è che questa volta durante il loro viaggio non avvengano episodi di bracconaggio. L'uomo sta cercando di dare una mano alla natura – caso più unico che raro - cerchiamo di non ostacolare questo impegno importante. Dare una seconda chance all'ibis eremita in Europa dipende da tutti noi.

Guardate questo video: gli ibis eremita sono meravigliosi.

Marta Albè

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