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Da oggi i fucili iniziano a mietere vittime innocenti. La stagione venatoria ufficiale dovrebbe iniziare la terza domenica di settembre, ma dal primo del mese di settembre i cacciatori potranno "divertirsi" a sparare ad alcune specie, grazie alle concessioni delle regioni e delle province. Merlo, Ghiandaia, Cornacchia ma anche specie il cui stato di conservazione, in base ai dati scientifici internazionali e nazionali, è gravemente compromesso, come Tortora (SPEC3), Beccaccino (SPEC3), Marzaiola (SPEC3). Milioni gli animali che verranno abbattuti.

In alcuni casi non è esagerato parlare di "mattanza": ad esempio lo scorso anno è stato calcolato che, considerando che i cacciatori sono circa 750.000, le giornate di caccia permesse dai calendari venatori e i "carnieri" potenziali, in Italia sarebbe possibile abbattere legalmente 15 milioni di tortore, che è la stima di tutta la popolazione europea. Anche se si tratta di una stima teorica, non esistono elementi certi e concreti per stabilire quanto sia lontana dalla realtà.

In molte regioni sarà possibile sparare per 4, 5, 8, giornate aggiuntive e fino a 9 specie. Maglia nera per Marche e Umbria, che autorizzano la possibilità di sparo a 9 specie per 4 giornate, mentre il Piemonte, per 5 specie, "apre" la caccia per ben 8 giornate. Tra l'altro, proprio l'Umbria e le Marche, insieme a Toscana, Friuli, Emilia-Romagna e Lombardia, sono le regioni con i calendari venatori peggiori per la stagione 2014/2015, soprattutto per quanto riguarda i tempi di caccia e le specie cacciabili.

Tranne che in Val D'Aosta, nelle province di Trento e Bolzano, Liguria e Lazio tutte le altre regioni hanno deciso di regalare alle doppiette molti giorni di caccia in più rispetto all'apertura "ordinaria" del 21 settembre. In Lombardia si registra la preapertura nella sola Provincia di Brescia: il WWF vorrebbe considerarlo un primo segnale di allineamento, finalmente, alle leggi europee da parte di una Regione per anni denunciata e condannata dai Tribunali europei ed italiani.

La classifica delle peggiori Regioni, meno sensibili alla tutela degli animali selvatici, meno rispettose delle regole della natura, della scienza e dell'Europa vede: Piemonte 5 specie ed 8 giorni , Marche con 9 specie da massacrare per 4 giorni, Abruzzo con 5 specie e 2 giornate, Campania con 3 specie e 5 giorni, 6 giorni in Sicilia dal 1 settembre, per tre specie. In Toscana si avrà l'apertura il 1 settembre a ben 9 specie, a seconda delle province; anche in Umbria verranno per di mira ben 9 specie per tre giornate; in Friuli Venezia Giulia si sparerà a ben 6 specie in preapertura.

"E questo è un elenco asettico: pensiamo nel concreto che , per ogni giornata in più di caccia , si spara a milioni di animali che sono ancora nei periodi delicati della riproduzione e cura dei piccoli e dovrebbero quindi essere super tutelati, come prescriverebbe l'Europa", spiega il WFF, secondo cui la caccia ai primi di settembre è di gravissimo danno ed impatto per gli animali selvatici e per questo da anni chiede che non venga più praticata.

"L'accanimento con cui alcune amministrazioni ancora tentano di compiacere il mondo venatorio - non rendendosi conto che il mondo animalista ed ambientalista ormai ha ben più peso di quello legato alla caccia - è veramente poco dignitoso", fa coro l'Enpa.

Quando le regioni e i governi attueranno la protezione della natura, della fauna selvatica, quindi della "biodiversità", nostro patrimonio e "valore" insostituibile?

Roberta Ragni

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