Modificare i confini del Parco Regionale Sirente-Velino. Lo chiede una proposta di Legge Regionale firmata dal consigliere PDL Ricciuti che, con oggetto Revisione dei confini e delimitazione zone, approderà in aula domani, 12 dicembre 2013.


Se dovesse passare, in pratica si andrebbe a ridefinire i limiti di oltre 4000 ettari di fondamentale e strategica rilevanza ambientale, anche per via della presenza dell'orso bruno marsicano, sottraendo di fatto alla tutela una parte fondamentale dell'area protetta. Per questo stamattina il Presidente del Parco Sirente Velino, Simone Angelosante, e il vice Presidente del WWF Abruzzo, Herbert Simone, hanno tenuto una conferenza stampa, per chiedere ai consiglieri, di ogni parte politica, di respingere al mittente la riperimetrazione.

"L'Abruzzo si dichiara Regione verde d'Europa, ma questa affermazione di principio rischia di restare un'etichetta vuota. Il Parco Regionale Sirente-Velino è un'area protetta importantissima perché in essa sono racchiusi e fusi ambienti naturali e paesaggistici molto vari che formano un'unità ecologica fondamentale", ha spiegato Dante Caserta, Presidente del WWF Italia.

La proposta mira a strappare all'ambiente zone che, peraltro, sono oggetto della Rete Natura 2000, del Piano di Tutela dell'Orso Marsicano, del Life Cornata. "Si tratta dell'ennesimo segnale di un cambio di rotta in senso negativo nella politica di conservazione del territorio. L'ennesimo taglio viene proposto proprio quando emerge invece in modo evidente la necessità di estendere la protezione della Natura allargando i confini del Parco e attraverso la creazione delle cosiddette fasce contigue. Ricordiamo che il recente episodio di uccisione di un Orso sull'autostrada A24 è avvenuto nel Comune di Tornimparte, poco distante dalla zona che oggi qualcuno vorrebbe definitivamente "rubare" al Parco", aggiunge Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Abruzzo.

L'obiettivo è, ovviamente, quello di soddisfare soltanto appetiti speculativi, che in quella zona sono fortissimi. Stiamo parlando di ulteriore cementificazione e lottizzazione del territorio, della costruzione di infrastrutture scioviarie e della riapertura della caccia in zone nelle quali i fucili vanno invece assolutamente banditi. Il consiglio rimarrà sordo agli appelli che invitano a scegliere la natura e la biodiversità? Intanto in rete c'è chi ha lanciato una petizione per difendere il Parco. Per aderire clicca qui.

AGGIORNAMENTO: La pressione sta funzionando. Sono state raggiunte già 100mila firme in due giorni e il consiglio regionale d'Abruzzo ha dovuto rimandare la decisione al 17 dicembre in seguito alle proteste. abbiamo ancora un giorno per firmare. Se ognuno di noi condivide subito con 10 persone li possiamo fermare! PER SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE CLICCA QUI:

Roberta Ragni

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