camerun-fipcamCombattere il disboscamento illegale e il commercio illecito di legname è l'obiettivo della recente proposta di integrazione della politica comunitaria a tutela delle foreste. La mozione per un rafforzamento delle misure già in atto testimonia la scarsa efficacia della politica comunitaria vigente. Inefficacia manifestata da un dato significativo, la deforestazione è ancora responsabile di circa il 20% delle emissioni mondiali di gas serra, più del totale mondiale delle emissioni prodotte dal settore dei trasposti ed è una delle principali cause di perdita di biodiversità nel Pianeta.

Illegalità, quella del disboscamento, difficile da contrastare per due ragioni: l'elevata domanda di legname specialmente da paesi quali Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti e lo scarso rigore delle norme.

L'Ue da anni partecipa e sostiene iniziative a tutela del patrimonio forestale mondiale come il forum dell'ONU sulle foreste e l'Organizzazione Internazionale per il legno tropicale. In questi dibattiti il tema della rintracciabilità, garantita dalle licenze FlegT per il commercio nel settore forestale attestanti la conformità del legname alla pertinente legislazione nazionale, sta assumendo un'importanza crescente.

E proprio su quest'ultimo aspetto l'Europarlamento sta valutando le modalità di intervento. Sembra ci voglia un atto normativo, un regolamento che stabilisca obblighi e doveri degli operatori di settore per attestare la provenienza del legno.


La commercializzazione sul mercato comunitario di legname e prodotti derivati dovrà essere sottoposta a obblighi specifici e principi definiti come il principio della dovuta diligenza.

Principio deterrente che, una volta approvato, metterebbe in atto un sistema specifico, quello della dovuta diligenza appunto, il quale indurrebbe gli operatori a non immettere sul mercato comunitario legname illegale minimizzando l'incertezza sulla provenienza del legno.

Una maggiore certezza sulla provenienza del legname, sommata alla licenza FlegT regionale, rappresenterebbe un fattore di accrescimento della consapevolezza del consumatore il quale, indirettamente, verrebbe messo nella condizione di contribuire alle iniziative mondiali contro il disboscamento planetario facendo scelte commerciali consapevoli ed etiche.

Serena Bianchi

Foto: Greenpeace

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