Green Fund: un fondo verde per aiutare gli stati al “verde”

Nel quarantesimo incontro del World Economic Forum, tenutosi tra il 27 e il 31 gennaio in Svizzera, dal titolo: Migliorare le condizioni del mondo: ripensamenti, ristrutturazioni e ricostruzione il direttore del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Dominique Strass Kahn ha proposto la creazione di uno specifico fondo – denominato Green Fund – per aiutare la finanza a fronte dei grandi cambiamenti necessari per uno sviluppo maggiormento sostenibile.

La crescita futura – ha dichiarato Dominique Strass Kahn – deve puntare essenzialmente sullo sviluppo di energie e tecnologie sostenibili e non perché essa rappresenta una possibilità di sviluppo, ma perché è ormai una necessità fondamentale.

Il problema principale sta nel fatto che sempre più paesi non sono in grado di affrontare le nuove sfide imposte dai cambiamenti climatici e proprio questo motivo è stato il fulcro principale dell’incontro svizzero. Non posso credere che non abbiamo la soluzione a questo enorme problema ha tuonato sempre Strass Kahn e, prendendo le parole gentilmente in prestito, non possiamo crederlo neanche noi.

Il Fondo Verde altro non è che il progetto di costruire un enorme contenitore di risorse, stimato intorno ai 100 miliardi di dollari annui, in grado di dare la possibilità a tutti gli stati del mondo di confrontarsi con le nuove sfide della green economy senza preoccuparsi di trovare le risorse per far fronte agli investimenti necessari.

Ovviamente si deve ancora studiare con criterio in che modo si potrà accedere al fondo: quali stati ne potranno usufruire, in che modo entrarvi e – soprattutto – la modalità con quale tassare i relativi prestiti concessi.  Il FMI non perdendo tempo, ha giusto appunto, già iniziato le contrattazioni con le maggiori banche e ministeri della finanza, per riuscire a trovare un modello condivisibile da tutti.

L’ipotesi più realizzabile sembrerebbe quella di finanziarlo attraverso dei “Diritti Speciali di Prelievo – DSP” (SDRs Special Drawing Rights): un’unità di conto il cui valore è ricavato da un paniere di valute internazionali, rispetto alle quali si calcola una sorta di “comune denominatore”. Il valore di un DSP è, nei confronti del $ americano, 1 DSP = 1.55419 US $, nei confronti dell’euro 1 DSP = 0,90 €.

Come si è visto qualcosa si sta muovendo e – prendendo in prestito il titolo di questo quarantesimo incontro – ripensando, ricostruendo e ristrutturando il mondo si può certamente aiutarlo a cambiare.

Alessandro Ribaldi

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