Google investe nel fotovoltaico: 300milioni di dollari per pannelli solari negli Usa

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Google investe in energie rinnovabili. 300milioni sono i dollari messi a disposizione per il progetto SolarCity, il cui scopo è incoraggiare l’adozione di pannelli solari nelle abitazioni degli States.

Il maggiore investimento di sempre dell’azienda di Mountain View nelle rinnovabili e il secondo nello stesso progetto (al quale Google aveva destinato già 280 milioni nel 2011).

L’iniziativa coinvolge 14 stati e il District of Columbia e consentirà ai proprietari delle abitazioni di pagare meno per avere l’energia solare rispetto a quello che già sborsano per l’elettricità tradizionale. Pagheranno, infatti, a SolarCity l’energia che i pannelli solari installati sui loro tetti produrranno oppure, in alternativa, un affitto mensile in caso di contratto di locazione.

Siamo felici di sostenere la missione di SolarCity per aiutare le famiglie a ridurre i loro costi per l’energia e le emissioni di carbonio“, ha detto Sidd Mundra, Renewable Energy Principal di Google. “Fa bene all’ambiente, alle famiglie e anche agli affari“.

Nulla di diverso rispetto ai classici programmi delle utility, che finanziano la costruzione di una centrale elettrica e sostengono i costi della rete, per poi vendere l’energia al cliente. Con la differenza, però, che l’elettricità fornita dal progetto SolarCity è esclusivamente prodotta dal fotovoltaico.

l nuovo finanziamento da 300 milioni di dollari è il più grande investimento di Google a favore del fotovoltaico e l’unico nel suo genere. Ma non è certo questo il primo investimento fatto da Big G: come non ricordare l’acquisto di 200 capre per “tagliare” l’erba del prato della sede centrale? E chi non ha mai sentito parlare del data center di Hamina (Finlandia), dove i server vengono raffreddati con acqua di mare?

Insomma, Google non è nuovo in quanto a sostenibilità ambientale, e intanto solo pochi giorni fa un altro colosso come Apple ha annunciato che spenderà 848 milioni di dollari su un impianto solare per fornire energia ai suoi uffici e negozi della California, mentre all’Europa ha destinato 1,7 miliardi di euro per due data center alimentati da rinnovabili.

Una improvvisa fede ambientalista muove le menti delle multinazionali del mondo? Non sottostimiamo i reali intenti né valutiamo se sono no a mera cura della propria immagine. Gli investimenti ci sono e ben vengano.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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