Eolico off-shore: in Europaboom nel 2012

eolico 2012

Il 2012 è stato un anno più che positivo per l’eolico off-shore. In Europa, nei 12 mesi appena trascorsi sono state installate e connesse alla rete 293 nuove turbine portando a 1.662 il totale nei 55 parchi eolici di dieci paesi europei.

È quanto emerge dal dossier “The European offshore wind industry – key trends and statistics 2012” di recente reso noto dall’European Wind Energy Association (Ewea). Le 293 turbine installate nel 2012 hanno avuto come conseguenza numero uno l’incremento di 1.165 Megawatt di energia prodotta, una crescita del 33% rispetto alle installazioni del 2011, allora di 874 MW. Le ultime installazioni del 2012 hanno dunque portato il totale della capacità di energia eolica off-shore a 4.995 MW.

Chi produce più energia dall’eolico offshore in Europa? In testa rimane il Regno Unito con circa il 60% della capacità totale di energia prodotta in mare aperto, seguito dalla Danimarca (18%), dal Belgio (8%) e dalla Germania (6%).

Dati incoraggianti quelli appena diffusi dall’Ewea: le 293 nuove turbine eoliche offshore sono sorte in 9 parchi eolici, e rappresentano circa 4 miliardi di euro di investimenti. In totale nel 2012 sono state 369 le nuove turbine realizzate (una media di 3,9 MW al giorno). 76 sono ancora in attesa di collegamento alla rete.

L’energia eolica offshore sta crescendo solidamente“, ha detto Justin Wilkes, Policy Director di Ewea. “Ma i dati di installazione positivi non cambiano il fatto che l’industria eolica è colpita dall’instabilità politica e dall’instabilità nella regolamentazione, della crisi economica, del maggior costo del capitale e dell’austerity.

Ciononostante, secondo l’Ewea le prospettive sul futuro del settore sono rosee. Per il 2013 e il 2014 l’associazione è ottimista visti anche i 14 nuovi progetti offshore in costruzione, che aumenteranno la capacità installata di ulteriori 3.300 MW, portando la capacità totale off-shore in Europa a 8.300 MW. “L’Europa è leader mondiale nel settore dell’energia eolica offshore e ciò potrebbe favorire la creazione di posti di lavoro”, ha continuato Wilkes.

Una ulteriore conferma del fatto che le rinnovabili e più in generale la green economy potrebbero favorire l’uscita dalla crisi economica internazionale.

Francesca Mancuso

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