forum davos 2013

È in corso a Davos, in Svizzera, il meeting annuale del World economic forum (Wef). Un momento per fare il punto della situazione e per capire come affrontare l'emergenza climatica in atto. In occasione del meeting, la Climate Change and Green Growth Initiatives del Wef ha reso noto il dossier Green Investment Report 2013, che ha analizzato le prospettive degli investimenti verdi nel mondo.

È la prima pubblicazione della Green Growth Action Alliance, formata da circa 60 banche, public finance agencies ed Ong, partita in occasione del G20 di Rio del 2012 per sbloccare i finanziamenti privati per gli investimenti verdi.

Secondo il Green Investment Report, per garantire la “crescita verde” occorre sbloccare circa 36 miliardi di dollari sotto forma di un ulteriore finanziamento pubblico necessario per stabilizzare le temperature globali ad un livello accettabile.

La relazione sottolinea che i governi hanno bisogno di indirizzare strategicamente la loro finanza pubblica per attirare capitali privati negli investimenti verdi attraverso misure quali garanzie, prodotti assicurativi e incentivi. Occorre dunque intervenire immediatamente nella lotta ai cambiamenti climatici a livello globale. Ma non sempre gli investimenti a favore delle rinnovabili sono visti di buon occhio. Per questo sono stati resi noti anche i 10 miti da sfatare sul cambiamento climatico e gli investimenti verdi.

1. La ridotta attività economica legata alla crisi finanziaria ha portato ad una riduzione globale dei gas a effetto serra

Falso. Sebbene alcuni paesi abbiano assistito alla riduzione delle emissioni, l'United Nations Environment Programme stima che le emissioni globali nel 2011 erano pari a 40 miliardi di tonnellate di CO2, il 20% in più rispetto ai livelli del 2000.

2. Il mercato delle energie rinnovabili è in globale declino

Falso anche questo. Gli investimenti globali nelle energie rinnovabili sono aumentati del 17% toccando un nuovo record, 257 miliardi di euro nel 2011. La rimozione dei sussidi statali però ha causato alcune difficoltà alle imprese, ma altre hanno mantenuto un margine lordo positivo.

3. I paesi industrializzati (OCSE) sono i principali investitori nell'energia pulita

Falso. Nel 2012, gli investimenti provenienti da Paesi non Ocse è stato superiore rispetto a quello dei paesi Ocse. In realtà, gli investimenti transfrontalieri e nazionali provenienti da paesi non-OCSE è cresciuto di 15 volte tra il 2004 e il 2011 ad un tasso del 47% all'anno. La maggior parte di questi finanziamenti non-Ocse è in uso sul mercato interno.

4. Il settore pubblico è la fonte primaria di fondi per investimenti a favore del clima

Falso. Mentre i negoziati internazionali sul clima si concentrano quasi esclusivamente sulla finanza pubblica, infatti, il Climate Policy Initiative ha documentato che nel 2011 solo un quarto degli investimenti transfrontalieri è stato rivolto alla mitigazione dei cambiamenti climatici, nel complesso 96 miliardi. Il 75% proveniva invece da investitori privati.

5. Gli investimenti transfrontalieri nell'energia pulita sono una fonte più grande di finanziamento rispetto agli investimenti interni

Anche in questo caso non è vero. Nel 2011, il Bloomberg New Energy Finance ha mostrato che il 70% degli investimenti globali di questo tipo proveniva dagli investimenti interni. È interessante notare che, anche in questo caso, oltre il 50% proveniva da paesi non appartenenti all'OCSE.

6. Non si può affrontare la sfida climatica per colpa delle politiche di austerità fiscale e dei bilanci pubblici limitati

Assolutamente falso: mentre l'International Energy Agency (IEA) stima che sono necessari 700 miliardi di dollari all'anno di investimenti per stabilizzare il clima a due gradi Celsius, il risparmio di carburante corrispondente renderebbe la transizione più facile. Tra il 2010 e il 2050, l'AIE prevede un risparmio netto di 5 trilioni di dollari.

7. L'energia rinnovabile è il settore che richiede i maggiori investimenti

Falso. La IEA stima che sono necessari nuovi investimenti fino al 2030 per affrontare la sfida del clima per l'efficienza energetica degli edifici e dei settori industriali, ma il 28% è destinato alla riduzione delle emissioni di carbonio dei trasporti e il 21% è destinato alla produzione di energia pulita.

8. Gli investitori non hanno gli strumenti giusti per gestire il rischio politico associato agli investimenti nelle energie pulite nei mercati emergenti

Nonostante gli investitori abbiano la percezione di correre forti rischi, ciò è falso. Esistono infatti delle soluzioni che riguardano garanzie sui prestiti e regolamentare copertura assicurativa contro i rischi. Questi strumenti stanno prendendo di mira i nuovi mercati emergenti.

9. È difficile mobilitare finanziamenti per la crescita verde in un contesto economico incerto

Falso. Nonostante il rallentamento economico globale, il totale dei nuovi investimenti globali nell'energia pulita è cresciuto di 257 miliardi nel 2011, un aumento sei volte maggiore rispetto al 2004 e il 93% in più rispetto al 2007, l'anno prima della crisi finanziaria globale.

10. Gli investitori istituzionali non hanno i mezzi per investire in infrastrutture green

Non è vero. La soluzione è data dai green bonds, ossia delle obbligazioni che hanno un notevole potenziale come mezzo per accedere al capitale.

Francesca Mancuso

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