Cambiamenti_climaticiO i soldi o la vita! Direbbe un borseggiatore...Ma, a quanto pare, l'economia viene ancora prima della salute. Soprattutto quando si parla della salute del nostro Pianeta. Spesso non si considera cosà sarà del futuro e anche l'Europa sembra seguire questa politica. Tra due e 15 miliardi di euro all'anno fino al 2020. È questa la somma che la Commissione europea ha deciso di destinare ai Paesi in via di sviluppo per affrontare i cambiamenti climatici. Un piccolo passo avanti in vista del summit di Copenhagen sul clima, ma, in realtà, una cifra che non soddisferà le aspettative.

La Commissione, che in un primo testo indicava che l'impegno finanziario sarebbe stato tra 13 e 24 miliardi di euro all'anno, dopo le forti pressioni degli Stati membri, ha radicalmente ridimensionato la cifra. Appena un anno fa, la stessa Commissione stimava che per porre freno alla deforestazione entro il 2020 erano necessari 30-75 miliardi di euro a livello globale. Ora salvaguardare gli ultimi polmoni verdi del Pianeta sarà un impresa ancora più ardua e difficile.

A questo proposito Greenpeace esorta la Commissione europea a rispettare e a superare le proprie promesse, confermando la propria leadership sul clima. Così l'associazione ambientalista chiede all'Europa di stanziare almeno 35 miliardi di euro all'anno fino al 2020, risorse che dovranno essere gestite sotto il controllo delle Nazioni Unite.

Obiettivi primari? Sollecitare lo sviluppo delle energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo, fermare la deforestazione e contribuire a creare misure di adattamento contro gli impatti dei cambiamenti climatici che già sappiamo essere inevitabili.

"La Commissione sta cercando di alzarsi dal tavolo lasciando solo la mancia, e senza pagare il conto che serve per salvare il Pianeta da impatti climatici catastrofici - afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace. - La Commissione non ha inoltre reso noto come dovranno essere generate tali risorse finanziarie a livello internazionale".

"I politici europei stanno giocando con i numeri, senza capire che possono cancellare interi ecosistemi col tratto di una penna. La sopravvivenza di intere comunità è a rischio" mette in guardia da Bruxelles Sebastien Risso, direttore di Greenpeace EU.

Resta da chiederci cosa sia più importante un futuro in armonia con la nostra Terra o un futuro di ricchezze economiche con un Pianeta morente?

Alberto Maria Vedova

 

 


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