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Quinto conto energia. Il contatore del Gse segna ormai 6,155 miliardi di euro. Ciò significa che più di 150 milioni di euro sono già stati utilizzati nella cosiddetta 'corsa alle installazioni', partita a luglio subito dopo la pubblicazione del Decreto sul nuovo sistema di incentivi.

150 milioni spesi in poco più di un mese ossia nel lasso di tempo tra l'emanazione del Quinto conto energia e l'entrata in vigore del provvedimento, lo scorso 27 agosto. A conti fatti, mancano 550 milioni di euro prima del raggiungimento del tetto di spesa dei 6,7 miliardi.

Non appena gli incentivi saliranno fino a tale cifra, il Quinto conto energia cesserà di esistere, stimandone la fine all'inizio del 2013. Restano dunque pochi mesi per poter usufruire dei bonus per il fotovoltaico.

Secondo Tommaso Lascaro di Punto Fotovoltaico quando ciò si verificherà, il Gestore dei servizi energetici potrebbe bloccare il sostegno al settore, mettendo in difficoltà oltre 90 mila addetti diretti.

Ma Lascaro non è del tutto contrario al nuovo sistema incentivante: “Il nuovo Conto energia ha il pregio di riportare misura in un mercato che per anni ha elargito in modo scellerato incentivi senza alcun filtro o criterio favorendo le grandi società, spesso straniere, che li hanno sfruttati per trarne guadagno, ma con scarsissime ricadute sul sistema occupazionale e sull'industria locale. Se al rigore delle nuove norme si affiancherà anche la chiarezza delle applicazioni e maggiore certezza sulle prospettive, sia annue che generali, il nuovo Decreto potrebbe aiutare l'industria italiana del fotovoltaico a crescere per competere con i grandi produttori internazionali”.

L'introduzione di una doppia tariffa d'incentivi che distingue fra l'energia immessa in rete e quella auto consumata - ha aggiunto il responsabile di Punto Fotovoltaico - introduce il mercato nella direzione della grid parity. Questo sistema duale incentiva l'autoproduzione e rende molto più conveniente il consumo dell'energia prodotta, favorendo le famiglie e le piccole imprese. Mi auguro che le procedure burocratiche necessarie per l'iscrizione al registro degli impianti ora obbligatorie anche per quelli più piccoli (superiori ai 12 kW) non vada a irrigidire ulteriormente il mercato”.

Francesca Mancuso

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