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Quinto conto energia. I nuovi decreti validi già per il 2012 sarebbero penalizzanti nei confronti delle imprese agricole. Lo ha detto Confagricoltura, commentando aspramente il nuovo sistema di incentivi per il fotovoltaico, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e il decreto rinnovabili.

Dopo gli aspri giudizi delle associazioni di categoria, anche Confagricoltura ha espresso la propria opinione in merito soprattutto al Quinto conto energia, la cui data di entrata in vigore è ormai stabilita: il 27 agosto prossimo.

La delusione degli agricoltori è palese e profonda. Non è un particolare punto ad aver lasciato perplessa Confagricoltura, ma in generale il provvedimento, visto che non avrebbe tenuto conto delle imprese agricole: "Vogliamo comprendere se il Paese crede davvero nella green economy e nel ruolo indispensabile che hanno le imprese agricole per lo sviluppo dell’energia alternativa" chiosa Confagricoltura.

L'accusa di "razzismo" contro le imprese agricole è diretta. L'organizzazione sottolinea infatti che nonostante il lavoro svolto in Conferenza unificata per migliorare i provvedimenti proposti dai ministeri competenti, i risultati ottenuti sono ben lontani da quelli sperati. E il nuovo sistema arriva inoltre "con un inaccettabile ritardo di dieci mesi rispetto a quanto indicato dal decreto legislativo 28/2011, ha apportato solo limitati e marginali miglioramenti".

Più nel dettaglio, l'organizzazione ha fatto notare che nel testo del Quinto conto energia i fabbricati rurali, ai fini dell’accesso alle tariffe, non sono stati equiparati agli altri edifici. Inoltre, le serre fotovoltaiche avrebbero subito "un’ulteriore restrizione sulla superficie ricopribile da pannelli, che scende dal 50% al 30%". Per non parlare delle tariffe onnicomprensive e quelle premio per l’energia consumata in sito che, secondo Confagricoltura non sarebbero convenienti "neppure per i piccoli impianti, ovvero quelli che interessano maggiormente il settore primario; e per i piccoli impianti agricoli non c’è più la priorità di accesso al registro".

"Quando si parla di green economy il pensiero va al ‘futuro’, senza tener conto del ‘presente’ e dell’attività più ‘green’ che già c’è, cioè quella agricola – conclude Confagricoltura -. Al di là delle singole misure dei due decreti, è inaccettabile la disattenzione complessiva verso le imprese agricole, non favorendo il loro ruolo e trascurando i benefici che ne deriverebbero per l’ambiente e per la collettività".

Il settore primario, secondo l'organizzazione, deve avere un ruolo di primo piano "per la costruzione di una green economy degna di questo nome".

Francesca Mancuso

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