fotovoltaico quintoconto

Quinto conto energia. Ormai manca poco. La situazione di empasse venutasi a creare sulla bozza di decreto sugli incentivi statali per il fotovoltaico potrebbe avere le ore contate. Alla base del momentaneo stop e del mancato accoglimento delle modifiche richieste dalle Regioni, vi era stata una divergenza di opinioni tra il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e quello dell'Ambiente Clini.

Ma ormai dovrebbe essere una questione di giorni. Durante un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera, qualche giorno fa, il Ministro dello Sviluppo Economico ha fornito alcune anticipazioni su quello che sarà il testo definitivo del Quinto Conto Energia: "Abbiamo valutato ed accettato molte delle modifiche richieste dalla Conferenza unificata, dal Parlamento, dall’Autorità per l’energia e dalle associazioni di categoria, richieste che contribuiscono a migliorare l’applicazione dei decreti".

Non proprio rassicuranti le sue parole, ma almeno lasciano ipotizzare qualche passo avanti rispetto alla prima bozza: "Ci aspettiamo che il Quinto Conto Energia garantisca livelli di potenza annua installata elevati, puntando ad esempio a rimanere sul fotovoltaico tra i primi mercati mondiali con circa 2.000 MW installati all'anno", ha sottolineato il ministro, riferendosi ad una situazione favorevole che permetterebbe di centrare gli obiettivi Ue del 20-20-20.

Qualche modifica dunque ci sarà, ed in particolare sul registro, sui bonus, sulle esenzioni, sulla flessibilità. Anche i tempi sono quelli auspicati da Clini, che avrebbe vinto questo braccio di ferro a distanza con l'omonimo collega. Il passaggio dal Quarto al Quinto conto energia non sarà drastico ma graduale. Non appena sarà raggiunta la soglia dei 6 miliardi, gli investimenti in atto saranno salvaguardati grazie ad una sorta di periodo transitorio. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli in merito, ma ciò basta a placare gli animi.

Intanto, il Presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, è certo del successo legato alle rinnovabili anche se nel corso della Presentazione annuale sullo stato dei servizi ha sottolineato che "sul fronte della politica energetica, gli ultimi provvedimenti ministeriali relativi alle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica hanno ridotto gli incentivi".

Ma, ribadisce Bortoni, con gli incentivi siamo attualmente al di sopra della media europa. "In attesa del loro azzeramento conseguibile con il raggiungimento della cosiddetta grid parity, questi si attestano ad un livello ancora superiore a quello di molti altri Paesi europei. È un primo solido passo ma occorrono anche altre azioni, che si inseriscano nell’alveo del binomio rigore–crescita, appena richiamato".

E punta il dito contro gli incentivi "elettrici", evidenziando come solo la riduzione del plafond di spesa "in un contesto di risorse scarse, come quello attuale" può "consentire di trasferire risorse allo sviluppo delle fonti rinnovabili termiche e all’efficienza energetica, nell’auspicio di poter così cogliere anche i punti di forza dell’industria italiana in tali settori".

Francesca Mancuso

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