palazzoChigi

Decreto sviluppo. È stato approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri riunitosi alle 9.30 a Palazzo Chigi. Il provvedimento, volto a creare "crescita sostenibile" e "occupazione di qualità" è stato proposto dal Ministro dello sviluppo economico e contiene un pacchetto di misure urgenti e strutturali.

Sotto il profilo strettamente ambientale, il Decreto sviluppo ha introdotto diverse misure. Dalla deroga per le trivellazioni al bonus per le ristrutturazioni. Anche il Sistri è stato discusso all'interno del Consiglio dei Ministri, anche se era già stata annunciata dallo stesso Ministro Passera la sua sospensione. Ma ecco nel dettaglio quali sono i principali punti del decreto sviluppo.

1. Deroga per le trivellazioni

All'interno del documento è stato predisposto un fondo per le attività di salvaguardia del mare e di sicurezza delle operazioni offshore, finanziato attraverso l'aumento delle royalties per le estrazioni in mare (dal 7 al 10 per cento per gas e dal 4 al 7 per cento per petrolio). Si è inoltre stabilita una fascia di rispetto unica, per petrolio e per gas, che ha alzato la soglia dalle attuali 5 miglia alle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, riferita a tutte le nuova attività di prospezione, ricerca e coltivazione. Tuttavia, le bozze circolate prevedono però che il limite possa essere "ridotto, sino a non meno di 7 miglia, per le attività individuate d'intesa fra i ministri di Sviluppo economico e Ambiente".

2. Sistri rinviato a dicembre 2013

Ormai mancava solo l'ufficialità. Il Sistema di tracciabilità dei rifiuti è stato sospeso col la motivazione di "consentire i necessari accertamenti sul funzionamento". Il periodo di stop si protrarrà per un massimo di 12 mesi.

3. Sostegno agli indigenti

Il nuovo dl ha istituito un fondo per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, attraverso le organizzazioni caritatevoli.

4. Sviluppo di occupazione giovanile nella green economy

Il nuovo decreto, come anticipato nei giorni scorsi, guarda all'occupazione giovanile nei cosiddetti green jobs. Per farlo ha esteso il finanziamento agevolato previsto dal fondo Kyoto, su cui sono disponibili 470 milioni di euro, a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori 4 settori della Green Economy: protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, ricerca e sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione, ricerca e sviluppo e produzioni e installazione di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia, incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing). Il finanziamento ai progetti di investimento è vincolato alla creazione di nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato.

5. Bonus ristrutturazioni

Spazio anche agli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 potrà benenficiare della detrazione di imposta del 50 per cento chi effettuerà interventi di riqualificazione energetica. Inoltre viene confermata ed estesa la disciplina degli incentivi fiscali per le spese di ristrutturazione edilizia. L’agevolazione favorisce gli interventi edilizi ordinari.

Su quest'ultimo punto si è espresso il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, che ha detto: "Il Governo ha fatto bene a inserire nel decreto sviluppo la riqualificazione urbana come volano per il rilancio economico e del settore edilizio in crisi. Peccato, però, che le norme previste nel provvedimento rischino di fermare proprio quella innovazione indispensabile per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza dello stesso patrimonio edilizio. Dispiace segnalare che neanche il terremoto in Emilia o l’accordo raggiunto oggi al Parlamento europeo sulla nuova Direttiva per l’efficienza energetica abbiano portato a un cambiamento nel modo di affrontare le priorità per il rilancio dell'edilizia nel nostro Paese".

Due i punti critici rilevati dagli ambientalisti: innanzitutto il fatto di mettere sullo stesso piano interventi innovativi e non "con uguali incentivi sia per quelli che producono risparmio e benessere che per quelli che sprecano energia e usano materiali vecchi, insicuri e inquinanti". In secondo luogo, Legambiente lamenta l'assenza di obiettivi nella riqualificazione urbana: "È giusto proporre una regia nazionale per gli interventi e prevedere risorse per le aree più degradate – ha concluso Cogliati Dezza -, ma è assurdo che non vi sia alcun obiettivo di innovazione o di qualità e trasparenza, quando questi cantieri possono e devono far diventare protagonista l'edilizia a consumi zero e soluzioni architettoniche e urbane scelte attraverso concorsi in maniera trasparente".

Per questo, Legambiente chiede a governo e parlamento di "non fermare la strada dell'innovazione e di aiutare così le famiglie e la creazione di lavoro".

Francesca Mancuso

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