conto energia 2011 approvato

Le nuvole sul Quinto conto energia sembrano pian piano dissiparsi. Ieri pomeriggio si è svolta la Conferenza Stato-Regioni nel corso della quale sono stati esaminati i decreti per l’incentivo della produzione di energia da fonti rinnovabili e fotovoltaiche. E il Governo si sarebbe detto pronto a modificare le bozze.

Sul fatto che i due decreti andassero modificati, erano davvero tutti d'accordo, dalla Camera al Senato, dalle associazioni agli addetti ai lavori, dalle Regioni ai Comuni. E proprio questi ultimi sono usciti soddisfatti dalla seduta di ieri.

Il Delegato alle politiche energetiche dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, Filippo Bernocchi, a margine dell'incontro ha commentato: "Il Governo si è formalmente impegnato a modificare il testo originale dei provvedimenti recependo le proposte formulate dall’ANCI volte a valorizzare le iniziative che hanno impatto in termini sociali e ambientali per i territori".

Quali saranno le modifiche? Questo è ancora da appurare ma dal canto loro i Comuni hanno le idee chiare e per migliorare l'attuale bozza sugli incentivi al fotovoltaico, occorre innanzitutto fonrire un accesso diretto alle tariffe incentivanti per gli impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit fino a 100 kW, il cosiddetto bonus per l'amianto, presente nei precedenti sistemi ma cancellato dal Quinto conto energia. Ma occorrono incentivi anche per gli interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti di iniziativa pubblica fino a 30 kW. Secondo i Comuni, è necessario anche un adeguato periodo di transitorietà "a salvaguardia delle iniziative e degli investimenti già effettuati dai Comuni e dagli enti pubblici, prioritariamente per la realizzazione di interventi in aree di crisi industriale e per aree ambientalmente degradate".

Linea dura da parte di Francesco Ferrante, Senatore e responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici e all’energia: "Il parere favorevole dato dalla Conferenza unificata sui decreti sulle rinnovabili è fortemente condizionato all’accoglimento da parte del Governo di sostanziali modifiche del provvedimento. Il Governo in queste settimane ha mostrato un approccio molto rigido, dunque auguriamoci che le regioni non abbiano commesso un errore a fidarsi di un ravvedimento."

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio dice Ferrante, che spera che il "ravvedimento" dell'esecutivo possa trasformarsi in qualcosa di concreto. Su questo il senatore non sembra molto ottimista: "Il legno storto è difficile da raddrizzare, e i decreti del Governo sono nati male, avendo individuato in due strumenti sconosciuti in Europa, i registri e le aste, i mezzi per controllare la quantità totale di incentivi. Anomalia che d’altronde è stata più volte sottolineata dal Parlamento e ancora recentemente dalla Ue."

Ma nulla è ancora detto. La speranza di Ferrante è che davvero il Governo possa mantenere le promesse fatte alle Regioni e agli Enti locali in modo "che questo pasticcio non ostacoli troppo lo sviluppo futuro del settore delle rinnovabili".

Francesca Mancuso

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