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Quinto conto energia. Siamo alla resa dei conti. Dopo che ieri l'Ue ha bocciato il decreto sul fotovoltaico, oggi tutti gli occhi sono puntati sull'attesa Conferenza Stato-Regioni, già precedentemente rinviata.

Sarà oggi dunque il giorno in cui il Governo e le Regioni dovranno discutere sul da farsi, sulle eventuali modifiche da apportare al testo del decreto, per salvare il settore del fotovoltaico. La bozza che circola da mesi ha scontentato un po' tutti, facendo degli ulteriori passi indietro rispetto al precedente sistema di incentivi, non solo in termini di riduzione del plafond di spesa previsto per gli anni a venire, ma anche per il mancato rinnovo di alcuni bonus, tra cui quello per la sostituzione delle coperture in amianto con i pannelli fotovoltaici.

Anche per questo, quando mancano ormai poche ora all'apertura della riunione, Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE, ha rivolto un accorato appello alle parti affinché possa essere ripristinato il budget di 7 miliardi annui e innalzata la soglia di accesso al registro: "Il registro è un sistema che ha dimostrato più volte la sua inefficienza e non serve a controllare la spesa ma solo a creare complicazioni burocratiche agli operatori e quindi aumentare i costi gestionali" dice.

E fa riferimento anche alla lettera di richiamo inviata all'Italia dalla Commissione Europea: "Un sistema virtuoso che diminuisce il valore dell’incentivo all’aumentare del volume delle installazioni è la strada da seguire. Ma se il Governo intende mantenerlo, almeno prevediamo un innalzamento a 200 kW della soglia di accesso". Questo il suggerimento di Natalizia. Necessarie queste modifiche al testo, altrimenti secondo l'associazione l’industria fotovoltaica andrebbe in bancarotta "facendo fare un pericoloso passo indietro all’economia nazionale e perdendo migliaia di posti di lavoro".

Ma c'è di più. Secondo Natalizia si vanificherebbero "i 5,8 miliardi di euro già impegnati per i prossimi 20 anni dando adito a tutti i detrattori dell’energia verde di apostrofare il fotovoltaico come la causa di tutti problemi energetici nazionali".

Anche Enerpoint, attraverso il proprio presidente e AD, Paolo Rocco Viscontini, ha lanciato un appello alle Regioni e ai Ministri affinché "valutino con attenzione i limiti connessi a una normativa che rischia di frenare fortemente lo sviluppo della green economy e il raggiungimento della grid parity". Dice Viscontini: "I provvedimenti contenuti nelle bozze dei decreti ministeriali risultano restrittivi per lo sviluppo del mercato. Riteniamo indispensabile, quindi, che il Governo apporti delle sostanziali modifiche, in assenza delle quali si compromette la sopravvivenza di molte aziende del settore, con conseguenti ripercussioni negative sull’occupazione e sull’economia nazionale".

E più tardi ne sapremo certamente di più.

Francesca Mancuso

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