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Quinto conto energia. Anche il Senato si è schierato con le Regioni. La conferma arriva dalla mozione di Grande Sud che è stata approvata a larga maggioranza e che imporrà al governo di agire in tempi brevi nell’emanazione dei decreti sulle rinnovabili, primo tra tutti il nuovo conto energia per il fotovoltaico.

La mozione ha ribadito la necessità di “definire, in tempi rapidi e previo confronto con tutti gli operatori del settore, i decreti attuativi di incentivazione alle fonti rinnovabili (e il conto energia fotovoltaico) la cui mancanza sta creando una situazione di incertezza che penalizza fortemente un settore importante e innovativo della nostra economia; a determinare gli incentivi previsti in modo tale da armonizzarli con il livello di incentivazione adottato nei principali Paesi dell'Unione europea".

Regioni e associazioni hanno dunque un nuovo alleato, il Senato. Anche Francesco Ferrante, senatore del PD e vicepresidente del Kyoto club da tempo impegnato in questa lotta, ha sottolineato l'importanza che il nuovo conto energia, con le opportune modifiche, potrebbe avere per il settore fotovoltaico, un fiore all'occhiello italiano: "Il Governo ascolti quel fronte compatto e che va ampliandosi giorno dopo giorno che chiede che in sede di confronto con le Regioni vengano modificati i decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico che, se approvati così come sono, si abbatterebbero in maniera fortemente negativa sul comparto, con ricadute occupazionali ed economiche gravi".

"Il Governo non può non ascoltare le voci che si sono levate in questi giorni: il voto in Senato a larga maggioranza di ieri che ha certificato una volontà politica pro rinnovabili, il grido di allarme lanciato dagli Stati Generali delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, le posizioni dei sindacati, e anche un considerevole movimento di opinione pubblica, consapevole dell’importanza delle rinnovabili per migliorare la politica energetica del Paese" ha detto Ferrante, che è ottimista sul futuro del Quinto conto energia: "Sono certo che il Governo in sede di confronto con le regioni non vorrà scegliere la strategia del muro contro muro, e che il dibattito avrà come fine quello di trovare soluzioni di buon senso, per garantire certezze e operatività al settore delle rinnovabili".

Anche Anie/Gifi pur non criticando l'obiettivo di contenere la spesa legata agli incentivi, hanno espresso qualche perplessità sui registri: "Seppur l’obiettivo sia condivisibile – dichiara Valerio Natalizia Presidente GIFI-ANIE - ritengo che l’implementazione del registro gestito dal GSE per tutti gli impianti con potenza di picco superiore a 12 kWp non sia lo strumento adatto per perseguirlo. L’adozione del registro con una soglia di accesso così bassa – continua Natalizia – contribuerebbe solo ad aumentare la burocrazia mettendo a forte rischio lo sviluppo sostenibile del mercato anche e soprattutto a causa dell’enorme incertezza inerente la fattibilità dei progetti fotovoltaici a discapito della loro bancabilità".

"Come avevamo fatto già durante i negoziati per il 4° Conto Energia con il precedente Governo – conclude Natalizia – abbiamo proposto alle Istituzioni l’adozione di un sistema di controllo della spesa virtuoso che all’aumentare della potenza connessa alla rete elettrica preveda un ulteriore decremento della tariffa nel periodo di riferimento successivo. Così facendo la spesa continuerebbe ad essere monitorata e si eliminierebbe l’elemento di insicurezza legato ad una soglia registro troppo bassa".

Ma Ferrante annuncia battaglia. Qualora il governo si arenasse sulle proprie posizioni, "l’extrema ratio potrebbe coincidere con quanto paventato dalle associazioni, per cui sarebbe addirittura preferibile che le Regioni negassero il loro parere bloccando di fatto il provvedimento."

Francesca Mancuso

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