decreti rinnovabili

Habemus decreti. Ieri, dopo tanto patire, sono stati varati i due attesi schemi di decreti ministeriali sulle energie pulite: il cosiddetto decreto rinnovabili e il Quinto conto energia, quest'ultimo dedicato esclusivamente agli incentivi per il fotovoltaico.

Tra i principali obiettivi cui punterà il governo vi è innanzitutto il superamento in maniera significativa gli obiettivi europei al 2020. Che significa? Passare dall'attuale 26% al 32-35% del consumo nel settore elettrico, ma evitando un forte incremento in bolletta per gli italiani. Parole sante. Ma come fare? Incrementando fino a "ulteriori 3 milioni di euro all'anno gli incentivi a regime (dai 9 miliardi di euro attuali a 12 miliardi di euro), con un impegno complessivo nei 20 anni di ulteriori 60 miliardi di euro di modifiche che si aggiungono agli attuali 170".

Ciò significa che 3 miliardi di euro saranno destinati esclusivamente alle rinnovabili. Inoltre, secondo i tecnici ministeriali, dei futuri 3 miliardi aggiuntivi solo 0,5 andranno al solare mentre i restanti 2,5 saranno destinati alle altre fonti rinnovabili.

Le intenzioni sono buone, almeno quelle. Stando a quanto si legge sullo schema reso noto dal Ministero dello Sviluppo Economico, si passerà infatti da 9 a 12 miliardi rispetto ai 15 miliardi previsti dalla precedente normativa con un "risparmio" di 3 miliardi che permetterebbe di stabilizzare l'incidenza degli incentivi sulla bolletta", di cui tanto si è discusso.

Ma il Ministero dell'Ambiente e il MiSE non baderanno di certo a spese, ma punteranno comunque ad allinearsi, in termini di incentivi agli altri Stati europei e alla stessa media europea, ampiamente superata ad esempio nel settore degli aiuti al fotovoltaico: "Ci avviciniamo ai livelli europei di incentivi unitari, pur rimanendo al di sopra degli altri Paesi con graduale accompagnamento verso la competitività (Grid parity)e l'integrazione nel sistema elettricodelle tecnologie rinnovabili in particolare del solare" spiegano.

Ed ecco i punti salienti del decreto:

Stabilizzare l'incidenza degli incentivi sulla bolletta, producendo una riduzione di spesa di circa 3 miliardi di euro all'anno rispetto al costo inerzialeche si sarebbe raggiunto con il precedente regime

▪Spostare il mix verso le tecnologie con maggiori ricadute sulla filiera economica del Paese e maggiore contenuto di innovazione

▪Porre le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile del settore, attraverso meccanismi di competizione (aste) e governo dei volumi (registri).

Secondo i ministeri occorre continuare a sviluppare le energie rinnovabili con un approccio alla crescita più virtuoso, basato sull'efficienza dei costi e sulla massimizzazione del ritorno economico e ambientale per il Paese. In questo contesto, sono stati emanati i due Decreti Ministeriali cher ridefiniscono il sistema incentivante per le rinnovabili elettriche. I due provvedimenti, all’esame dell’Autorità dell’Energia e della Conferenza Stato-Regioni, definiscono dunque i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas).

Secondo quanto si legge in una nota sul sito del Ministero dell'Ambiente, il sistema, come già previsto dalla precedente normativa, entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico. Tutto come previsto. Ma la novità è che verrà introdotto un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva, attraverso un meccanismo di aste competitive per i grandi impianti (superiori a 5 MW) e tramite registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola. Sono invece esclusi dai registri i micro impianti.

Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i Ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L’energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. Abbiamo inoltre posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e imprese. La sostenibilità economica e quella ambientale sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova strategia energetica nazionale in corso di elaborazione”.

Francesca Mancuso

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