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Quinto conto energia. Arrivata la smentita del Governo sulla possibilità che Enel abbia redatto ed inviato una bozza del nuovo decreto sugli incentivi per il fotovoltaico. In una nota, il Ministero dello Sviluppo Economico ha spiegato che "la notizia circolata su alcuni organi di stampa secondo cui Enel avrebbe inviato al Mise una bozza di decreto relativa agli incentivi per il fotovoltaico è, ovviamente, del tutto infondata".

Ma allora da dove ha origine la bozza che potrebbe disciplinare il fotovoltaico all'indomani della scadenza del Quarto Conto Energia? Anche Enel ne avrebbe disconosciuto la paternità difendendosi: "In merito all'intervento dell'onorevole Ivan Rota, Enel afferma che non ha mai scritto né contribuito alla stesura di bozze di decreti ministeriali sul 'quinto' conto energia, né ha fornito alcun commento ai testi che sono disponibili su siti internet. È in corso una indagine interna informatica per verificare eventuali manipolazioni che attribuirebbero a collaboratori dell'azienda l'origine del file pubblicato su alcuni quotidiani online. L'azienda si riserva di tutelare le proprie ragioni nelle sedi più opportune".

Ma a questo punto non è escluso che possa essere stato un collaboratore interno all'azienda, per questo la società sta già indagando. Intanto, mentre si cerca di chiarire il punto iniziale della vicenda, la notizia è arrivata anche in Parlamento con un'interrogazione al titolare del MSE, Corrado Passera, presentata alla Camera dai deputati Vico, Testa e Lulli del PD per andare a fondo e saperne di più sulla bozza del decreto circolata negli ultimi giorni.

Anche le associazioni di categoria, tra cui ANIE/Gifi e Legambiente hanno chiesto di fare luce sulla vicenda, così come il senatore del PD Francesco Ferrante che poco dopo la pubblicazione della bozza aveva chiesto al MSE di "fare al più presto chiarezza, perché risulta che l'autore del file del documento, che è una carta intestata del Ministero, sia un'analista dell'Enel. La bozza sta provocando una sensibile e fondata agitazione tra gli operatori, perché si configurerebbe l'ennesimo attacco al settore del fotovoltaico".

Ma Kyoto Club, oltre a chiedere al Governo di far luce sulla bozza, ha lancato un avvso ben poco velato. Che sia un falso o no, a questo punto, poco importa, perché qualora il contenuto del testo fosse simile a quello ufficiale che dovrebbe regolamentare gli incentivi al fotovoltaico, il totale non cambierebbe e un taglio così netto agli investimenti sarebbe una vera e propria batosta per il settore: "Uno scivolone del Governo sul fronte delle rinnovabili rappresenterebbe un duro colpo per un settore vitale del paese, una battuta d'arresto per le strategie energetiche italiane mentre tutta l'Europa sta rapidamente virando verso le energie verdi e anche un danno politico rilevante per il Governo Monti che aveva raccolto fiducia e stima in molte aree del paese".

Anche il Ministro Clini di recente aveva parlato di un nuovo decreto, ma in termini ben diversi, dando la priorità al fotovoltaico destinato all'autoconsumo civile e industriale e favorendo le soluzioni rinnovabili applicate agli edifici connessi con sistemi di efficienza energetica. Quale sarà la verità? Sarà dato un nuovo slancio al fotovoltaico o con la riduzione degli incentivi si registreranno dei passi indietro?

Francesca Mancuso

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