fotovoltaico qce

Quinto conto energia. A prescindere dalla veridicità della bozza circolata dalla scorsa settimana sul nuovo sistema di incentivi per il fotovoltaico, il suo contenuto sta già destando preoccupazione, e non solo tra le associazioni del settore.

Da più parti è stato richiesto l'intervento del Governo, affinché possa confermare o smentire le condizioni emerse dalla bozza. Che non sono affatto incoraggianti visto che il badget annuo messo a disposizione all'indomani della fine dell'attuale sistema di incentivi non andrà oltre i 500 milioni di euro fino al 2014. Un taglio davvero drastico rispetto alla cifra di 6 miliardi di euro del precedente sistema.

Tutti si chiedono che fine faranno gli incentivi al fotovoltaico, quando ormai sembrava che almeno questo settore in Italia aveva iniziato a decollare, rispetto ad altre fonti rinnovabili di energia: "Kyoto Club, che ha sempre sostenuto un'intelligente modulazione degli incentivi sulla base della crescita di questi mercati e sulla conseguente riduzione dei prezzi delle tecnologie e ha ritenuto sbagliate le posizioni radicali di alcune frange del comparto delle rinnovabli, denuncia la gravità di provvedimenti che metterebbero in ginocchio uno dei pochi settori che hanno avuto una funzione anticiclica nell'attuale crisi economica".

Legambiente, ANIE/GIFI e il Senatore del PD Ferrante hanno già espresso la propria perplessità. E oggi anche Kyoto Club ha palesato il proprio disappunto verso questo (reale o no) sistema di incentivi. E se da una parte l'organizzazione non profit considera gravissimo il fatto che le bozze sul quinto conto energia possano avere una matrice non ministeriale, dall'altra ha dichiarato che i contenuti potrebbero essere verosimili e affini a quelli che i Ministeri competenti potrebbero presto annunciare.

Già, perché già da tempo Clini parla dell'introduzione di un nuovo meccanismo incentivante per il fotovoltaico, senza però aggiungere altri dettagli. E non è tutto. Secondo Kyoto Club, anche per le altre fonti rinnovabili e l'efficienza energetica si preannunciano interventi tali da rischiare seriamente di affossare un intero comparto "che il Governo vorrebbe contingentato su livelli annuali molto bassi". E sarebbe "un duro colpo alla credibilità del sistema paese".

"Uno scivolone del Governo sul fronte delle rinnovabili rappresenterebbe un duro colpo per un settore vitale del paese, una battuta d'arresto per le strategie energetiche italiane mentre tutta l'Europa sta rapidamente virando verso le energie verdi e anche un danno politico rilevante per il Governo Monti che aveva raccolto fiducia e stima in molte aree del paese" fanno sapere dal Kyoto Club, sottolineando il fatto che uno dei pochi settori rimasti saldi a dispetto della crisi possa vedere minate le proprie fondamenta. Per questo è l'organizzazione ha fatto appello a tutte le associazioni delle rinnovabili elettriche e termiche e dell'efficienza energetica per organizzare un tavolo di lavoro comune "per confrontarsi con il Governo, secondo un approccio che metta da parte interessi particolari e che punti a dare forza e fiducia a questo comparto strategico della green economy".

In attesa di saperne di più.

Francesca Mancuso

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