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Gli imprenditori del settore delle energie rinnovabili potrebbero trovare sgradite sorprese al rientro dalle vacanze estive: il Governo è tornato più volte sui suoi passi, annunciando misure anticrisi poi smentite dopo nuovi accordi.

L'impressione è che non si abbiano ancora le idee chiare su come trovare la quadratura del cerchio e reperire i fondi necessari a colmare il deficit e raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013, il tutto senza essere invisi a larghe fette della popolazione. Un compito senza dubbio difficile ma un simile atteggiamento di indecisione si ripercuote inevitabilmente anche nel settore delle rinnovabili, dove si registrano prese di posizione contrarie alla introduzione della RobinTax. Il decreto cosiddetto "anticrisi", infatti, pare confermare l'estensione della Robin Tax, cioè una tassazione supplementare per il reddito di impresa (Ires) alle aziende che operano nelle rinnovabili e nella green economy, nonostante tutto ancora in uno dei settori in espansione, in grado di reggere l'urto della crisi economica in atto.


Sull'argomento abbiamo raccolto le dichiarazioni dell'imprenditore Averaldo Farri, di Power One, una azienda toscana di Terranuova Bracciolini, in Provincia di Arezzo, operante nel settore fotovoltaico: Power One è leader in Italia nel mercato degli inverters, gli apparecchi che trasformano l'energia elettrica continua prodotta dai pannelli fotovoltaici in energia alternata, buona per essere immessa nella rete elettrica nazionale. "In diciotto mesi"- commenta Farri-"Le regole per le rinnovabili sono cambiate sei volte, siamo nel caos, c'è troppa confusione". Farri si dice addirittura sconcertato: "Non si può lavorare in queste condizioni di incertezza: non è possibile pianificare investimenti, assunzioni, politiche industriali e commerciali, insomma fare impresa. Per questo uniamo la nostra voce a chi protesta contro l'estensione della Robin Tax alle rinnovabili"

"A marzo 2010 avevamo il II° conto energia - spiega Farri - a maggio 2011 è stato varato il decreto salva Alcoa che ha esteso le condizioni del II° conte energia al giugno 2011, ad agosto 2010 è stato varato il III° conto energia che avrebbe dovuto entrare in vigore a luglio 2011, a marzo 2011 è intervenuto il decreto ammazza rinnovabili (il famigerato "decreto Romani" di cui tanto abbiamo parlato) a maggio 2011 è stato varato il IV° conto energia che entrava in vigore a luglio 2011, con però un’estensione del III° conto energia fino a fine agosto 2011 per color i quali avevano cominciato gli impianti in gennaio e febbraio 2011. Infine ad agosto 2011 si introduce la Robin Tax su un sistema incentivante che a maggio era gia’ stato tagliato del 30%.” Roba da mal di testa, come minimo. "Insomma tanta confusione e poco certezze" dice ancora Farri- "Eppure solo l’IVA sul fotovoltaico ha fruttato allo Stato almeno 1 miliardo di Euro nell’anno 2010, il sistema ha creato 35 mila nuovi posti di lavoro in due anni, siamo la sola industria che cresce e che dà prospettive di lungo termine al settore energetico italiano." La conclusione di Farri deve far riflettere: "Come impresa siamo sconcertati ed è l’unico commento che possiamo fare in questa situazione.

Andrea Marchetti

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