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Arrivano i primi pannelli fotovoltaici certificati "Made in UE": il Quarto Conto Energia, infatti, prevede che un impianto fotovoltaico, se realizzato con pannelli solari di provenienza europea (la provenienza deve essere garantita da organismi di attestazione certificati ed indipendenti) possa avere diritto ad un surplus di incentivazione, un bonus del 10% in più sulle tariffe incentivanti a cui l'impianto avrebbe normalmente accesso.

Un ulteriore opportunità di business, quindi, per le aziende che possono dimostrare ai clienti di poter fornire loro materiale certificato. L'azienda Conergy, ad esempio, ha annunciato di aver ottenuto il riconoscimento "Made in Ue", riconoscimento sul cui ottenimento c'era stata, inzialmente, un po' di confusione, ma adesso il Gse ha reso note le regole precise per ottenere l'attestazione che dimostra la provenienza europea dei pannelli ma anche degli altri componenti principali di un impianto fotovoltaico, ad esempio gli inverters che trasformano la corrente da continua ad aternata così da essere utilizzabile.

Per poter considerare i pannelli "Made in UE", dunque, bisogna che almeno le lavorazioni di stringatura delle celle fotovoltaiche, l’assemblaggio, la laminazione e i test elettrici svolti all'inteno dello stabilimento di produzione siano avvenute in un Paese membro dell' Unione Europea.
Per quano riguarda gli inverters, invece, si possono considerare fabbricati nell' Unione europea quelli che hanno avuto la progettazone, l'assemblaggio ed i test di misura e collaudo all'interno di un sito produttivo situato in un Paese facente parte della UE. Per le strutture, invece, e per altri componenti minori si deve dimostrare la provenienza europea della fornitura fornendo la documentazione necessaria all'ente di certificazione nell'ambito della cosiddetta "Factory Inspection", la visita presso il sito produttivo aziendale necessaria all'ottenimento della certificazione.

Il bonus del 10% è stato salutato con favore da molti enti di certificazione che hanno visto nel nuovo provvedimento una occasione per aumentare la propria attività. Molte aziende europee ed italiane, poi, hanno considerato buona l'idea perché sicuramente rivolta al potenziamento di una filiera interna della produzione di moduli fotovoltaici.

C'è, inoltre, l'aspetto della reputazione aziendale che può aumentare da una ulteriore certificazione. I pareri, tuttavia, sono stati spesso critici sul Quarto Conto Energia nel suo complesso che, a fronte della introduzione di un valido meccansimo premiante, non ha risolto secondo molti imprenditori il problema dei diritti acquisiti in precedenza e del periodo transitorio, oltre ad aver ridotto in maniera cospicua le tariffe incentivanti rispetto al Terzo Conto Energia.

Uno degli enti certificatori accreditato IECEE è ICIM, "unico ente italiano titolato all'ispezione di fabbrica" e in grado di attestare le condizioni che danno acesso al riconoscimento dell'ulteriore 10% di incentivazione. Tra le prime aziende a fare richiesta all'ICIM troviamo Beghelli, Tenesol e Atersa.

 

Andrea Marchetti

 

 

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