rose_Sardegna_MargheritaHack

La Sardegna il suo NO al nucleare lo ha già ribadito con il referendum consultivo dello scorso maggio dove oltre il 97% dei cittadini si è dichiarato contrario alla costruzione di una centrale atomica sull'isola. E la Regione ribadisce il concetto lanciando, a pochi giorni dal referendum nazionale del 12 e 13 giugno 2011, un ambizioso progetto, dal nome Sardegna Co2.0 per sancire una rivoluzione a 360 gradi. Lo fa puntando tutto sulle rinnovabili, considerate il vero punto di svolta, non solo a livello ambientale, ma anche economico.

Grazie a Sardegna Co2.0 - il cui progetto sarà presentato ufficialmente il prossimo 13 giugno - la Regione mira a produrre, in linea con gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea, almeno il 20% delle energie da fonti rinnovabili entro il 2020, per arrivare al 35% nel 2030. Un’occasione per limitare i danni all’ambiente, segnare un’inversione di tendenza e rilanciare l’economia.

La Regione intende fondare una nuova rivoluzione industriale, sostenibile e rinnovabile, che parte dalla riconversione dell’impianto di Porto Torres – che diventerà il più grande polo di chimica verde d’Europa – passando per la formazione dei giovani verso nuove professionalità, nuovi piani di sviluppo comuni sempre più sostenibili e ad emissioni zero e investimenti sulle energie rinnovabili, per integrare il tutto – entro il 2020 - con i comparti fondamentali del Pil sardo, come agricoltura e turismo.

Tra i progetti concreti già definiti dal piano SardegnaC02.0 ricordiamo la riconversione delle centrali dall’olio combustibile al gas metano o a bio masse, la riduzione delle emissioni del settore trasporti e i consumi di energia nel settore domestico e terziario, la creazione del primo polo mondiale di carbone pulito e il potenziamento delle infrastrutture energetiche per rendere la Regione Sardegna leader a livello nazionale e internazionale nella cogenerazione diffusa. Ma il progetto prevede molto di più e porterà crescita, sviluppo, professionalità e posti di lavoro.

Insomma, un progetto ambizioso ma realistico e un’occasione per ribadire, ancora una volta, l’inutilità e l’assurdità del nucleare; e per diffondere questa idea la Sardegna ha deciso – per domani venerdì 10 giugno- di distribuire 3000 rose bianche e rosse (i colori della regione) agli studenti degli istituti scolastici della regione.

A consegnare i fiori a Sassari e Alghero sarà Max Giusti, all’Istituto tecnico di Agraria di Elmas saranno Tessa Gelisio (Mediaset) e Monica Marangoni (RaiUno), che illustreranno agli studenti i contenuti del progetto Sardegna Co2.zero.

Si tratta di rose 'ad emissione zero' provenienti da serre fotovoltaichedella Sardegna – ha detto il governatore Cappellacci - le uniche davvero sostenibili, perché prodotte senza emissione di gas nell’atmosfera, come avviene nelle serre a gasolio. È il simbolo di un progetto più ampio e ambizioso, che farà della Sardegna una regione leader in Europa nella cogenerazione energetica e sul quale puntiamo per il rilancio socio economico del territorio”.

Le stesse rose "rinnovabili" - 97 bianche e rosse - sono state fatte recapitare dal Presidente della Sardegna a Margherita Hack che il 12 giugno compirà 89 anni. Un omaggio galante, quanto ironico, viste le affermazioni della Hack sull'energia nucleare in Italia secondo cui le centrali potrebbero essere costruite solo in Sardegna. Affermazioni che la stessa scienziata si è affrettata ad appellare come "fraintese" invitando successivamente tutti ad andare a votare contro il nucleare. E allora per il giorno del suo 89esimo compleanno facciamo tutti anche noi un regalo alla Hack andando in massa alle urne!

Verdiana Amorosi

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