quarto conto energia solarexpo

Mentre siamo in attesa della firma del decreto sul Quarto Conto Energia, Verona è diventata la capitale del fotovoltaico: è partita, infatti, la dodicesima edizione della manifestazione Solarexpo, dedicata all'energia solare, ma con spazio anche per le altre fonti di energia rinnovabile e di generazione distribuita. L'apertura ufficiale è prevista per domani, ma già oggi gli operatori del settore, investitori e banche si sono incontrate all' ''Italian Pv Summit'' al Palazzo della Gran Guardia, per discutere delle opportunita' di investimento aperte dalla green economy, settore che negli ultimi anni è stato uno dei pochi in crescita in un quadro generale di recessione economica, anche alla luce del nuovo decreto Romani.

È proprio in questo teatro che è emerso un dato assai positivo: nonostante l'incertezza normativa, il fotovoltaico in Italia non è destinato a fermarsi, almeno per il 2011, ed il nostro Paese è ancora il secondo mercato del fotovoltaico in Europa. Siamo preceduti, infatti, solo dalla Germania.

L' Italia rientra nella ristretta cerchia degli Stati in cui si installano annualmente più di un gigawatt, a conferma di un mercato destinato a restare leader a livello internazionale. Si capisce bene, dunque, il perché di tanta attesa e di tante polemiche e prese di posizione in ordine alla approvazione del Quarto Conto Energia.

Va registrata, infatti, un'ulteriore presa di posizione in senso polemico contro l'operato del Ministro Paolo Romani. Sono le parole del presidente di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini:Il Ministro Romani annuncia la firma del decreto sulle energie rinnovabili? Allora è carta straccia l’impegno assunto dallo stesso Romani a confrontarsi con le Organizzazioni imprenditoriali per definire un testo condiviso”. “Una decisione – sottolinea Guerrini - inopportuna nel metodo e nel merito. Nel metodo perché contraddice la disponibilità al confronto manifestata nei giorni scorsi e nel merito perché il provvedimento, da quel che se ne sa, non offre alcuna certezza sulle prospettive di 85.000 imprese e mette in pericolo 150.000 posti di lavoro”. Inoltre, secondo il Presidente di Rete Imprese Italia “appare ancor più singolare la volontà di varare ora un decreto sulle energie rinnovabili, quando lo stesso Ministro Romani, dopo la rinuncia all’utilizzo del nucleare, ha annunciato la presentazione di un grande piano strategico nazionale che punta anche sulle energie alternative. Quel che è certo è che con questo decreto le imprese sono ridotte all'impasse e rimangono nell'impossibilità di pianificare i propri investimenti e di garantire il mantenimento dei posti di lavoro”.

Potrebbe rassicurare, almeno in parte, Guerrini ed altri imprenditori del settore del fotovoltaico e delle rinnovabili, il comunicato stampa che, in data odierna, si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico sono le parole del sottosegretario Stefano Saglia, pronunciate da Budapest, durante il Consiglio Informale sullenergia, durante il quale si è dibattuto della "roadmap" per la riduzione dei gas serra da qui al 2050. “Il dibattito sulla Roadmap 2050 dovrà tener conto degli scenari che si sono delineati negli ultimi mesi: minor apporto da fonte nucleare e aumento dei prezzi e minore disponibilità dei combustili fossili, necessari nel breve periodo”. Queste le parole del sottosegretario Saglia che ha anche affermato “l 'emanazione di una strategia energetica nazionale, terzo pacchetto energia (definitivamente approvato entro i primi di giugno), sviluppo delle energie rinnovabili ed efficienza energetica sono la strada del Governo italiano per il conseguimento degli obiettivi al 2050”. Infine Saglia ha sottolineato che nella Roadmap “dovranno avere grande spazio le politiche dell’efficienza energetica”. A tal proposito il sottosegretario ha affermato che “il Governo italiano varerà ulteriori misure mentre l’attuazione del piano d’azione esistente per l’efficienza energetica ha già conseguito consistenti risparmi”.

Limitatamente al settore del fotovoltaico, poi, da Verona i principali operatori del settore hanno evidenziato che a ogni raddoppio del volume del mercato, cosa che avviene ormai in meno di due anni e mezzo, la riduzione dei costi dei moduli fotovoltaici può toccare valori pari al 20-25%. Ole Enger, President & Ceo di Rec Group, ha ricordato «che il fotovoltaico, così come le altre fonti rinnovabili, ha il vantaggio di ridurre i costi della CO2, un aspetto spesso sottovalutato e che avrà un peso sempre maggiore nei prossimi anni».

«La parola d’ordine - ha precisato Enger - per le più importanti aziende mondiali del fotovoltaico è rendere il mercato solido e duraturo nel tempo. Quindi meglio evitare improvvise esplosioni del mercato, e puntare invece a una crescita più equilibrata e graduale». Ingmar Wilhelm, presidente della European Photovoltaic Industry Association e Chair dell’Italian Pv Summit, ha invece precisato che «Il tessuto produttivo italiano si presta bene allo sviluppo del fotovoltaico e nei prossimi anni. L’Italia avrà la possibilità di trovare un rilevante spazio nell’ambito dell’installazione, della progettazione e soprattutto per tutto ciò che riguarda l’integrazione in edilizia».

Buone notizie, poi, per quanto riguarda la Grid Parity, cioè il momento in cui produrre un Kw di elettricità dal sole avrò lo stesso costo di produrre un kw di elettricità da fonti fossili. Secondo i principali analsiti, infatti, sarà proprio l'Italia il primo Paese al mondo in cui tale momento di grid parity sarà raggiunto: ciò è dovuto alle caratteristiche climatiche e di insolazione ed ai costi strutturalmente alti dei combustibili utilizzati nel "mix termoelettrico" nazionale, gas naturale in testa. La grid parity, dunque, si avrà già dal 2014 nelle Regioni del Sud, quindi nel 2015 in Toscana e nelle altre Regioni centrali, poi nel 2016-2017 al Nord.

Buone notizie anche per i consumatori: secondo lo studio congiunto del Cnr - Istituto di Biometeorologia di Firenze e dall'Associazione Aspo Italia (Francesco Meneguzzo), insieme alla società di analisi e sviluppo Cautha Srl (Giuseppe Artizzu), la maggior parte delle incentivazioni prelevate direttamente dalla bolletta elettrica dei consumatori italiani - privati e imprese - sarebbe recuperata attraverso la diminuzione del prezzo dell'elettricità indotto dall'effetto di "peak shaving" (abbattimento dei fabbisogni e quindi esclusione dal mercato delle centrali turbogas meno efficienti e molto costose), con un particolare "privilegio" proprio per i grandi consumatori, i cosiddetti "energivori", industrie strategiche per il Paese, riducendo l'esborso complessivo a una piccola percentuale del prelievo complessivo. Il fotovoltaico, quindi, costerebbe poco. Una conclusione importante che, se confermata, getterebbe nuova luce su tutte le poemiche che hanno caratterizzato il dibattito sui costi del fotovoltaico, assolutamente da ridimensionare, ad esempio, secondo il Ministro Romani. L'argomentazione secondo la quale il fotovoltaico costerebbe poco agli italiani, poi, era stata ripresa anche da Valerio Natalizia, presidente del Gifi, gruppo delle imprese fotovoltaiche italiane di Confindustria, che lo ha utilizzato anche nelle trattative con il Governo per il quarto Conto energia.

Una tendenza emersa a Verona, poi, è quella della "integrazione verticale": i principali produttori mondiali, infatti, starebbero raddoppiando le proprie capacità produttive fino ciascuna a decine di GW all'anno (decine di migliaia di MW all'anno), secondo un modello di "integrazione verticale" in cui ciascuno di questi produrrà proprio tutto, dal silicio di grado solare ai cosiddetti "wafer", alle celle e infine ai moduli, e qualcuno anche gli inverter.E i prezzi di tutte le componenti che vanno poi a costituire gli impianti fotovoltaici sarebbero in diminuzione costante, fino al 2015.

Per concludere, dunque, in Italia (secondo Henning Wicht di iSuppli) si attenderebbero altri 5 GW di installazioni nel 2011, ma nel 2012 potrebbe esserci un calo per tornare ai livelli attuali di installato solo nel 2015. Per quanto riguarda i costi, secondo EPIA (European Photovoltaic Industry Association) con il 2020 gli produrre un chilowattora con il solare potrebbe costare la metà rispetto ad oggi, ed in Italia potrebbe essere conveniente produrre elettricità con il fotovoltaico anche senza gli incentivi, già nel 2013, rispetto ad acquistarla dalla rete, specie per impianti da 100 kWp, mentre per le taglie a dimensione familiare, 3 kWp, il sorpasso avverrà due anni dopo. Anche per le utility il momento in cui il sole sarà più conveniente rispetto alla produzione da altre fonti è vicino: nel 2014 per i parchi da più di 2 MW e nel 2015 per quelli sopra i 500 kW, secondo lo studio.

E dopo la Grid Parity ? Quest'ultima sarà sufficiente a far continuare lo sviluppo del fotovoltaico? “Occorrerà del tempo affinché il sistema bancario ci si abitui, ma il tempo ci sarà, perché la parità non verrà raggiunta dall'oggi al domani”, spiega Giuseppe Sofia a.d. Di Conergy. “L'esempio del solare termico in Grecia, che ha continuato la sua crescita anche dopo la fine degli incentivi, fa ben sperare, ma si potrebbe pensare ad altre forme di sostegno come gli sgravi fiscali”, secondo quanto prospettato anche da uno studio dell' Università di Padova. Con il diminuire del costo del chilowattora, dunque, il contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nei prossimi anni sarà sempre più importante, fa notare EPIA. Anche in Italia, ha spiegato Winfried Hoffman, vicepresidente dell'associazione, l'obiettivo del PAN, 8 GW al 2020, verrà polverizzato in breve tempo: "il tetto di cui si parla per il quarto conto energia è di 23 GW al 2016, con ogni probabilità al 2020 si supereranno i 30 GW"

Andrea Marchetti

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