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Niente di fatto. La firma del decreto attuativo per il Quarto Conto Energia prevista per ieri nonostante il parere negativo delle Regioni non è arrivata in quanto non c'è stata intesa tra il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ed il Ministro dell'Ambiene Stefania Prestigiacomo sugli allacciamenti degli impianti alla rete elettrica. Slitta ulteriormente, dunque la firma che, con molta probabilità - e speranze - avverrà martedì in Consiglio dei ministri.

Il decreto ministeriale con i nuovi incentivi al fotovoltaico era previsto dal Decreto Romani dei primi di marzo che fissava la sua attuazione entro il 30 aprile, ovvero oggi. Abbiamo seguito da vicino la querelle del Quarto Conto Energia che in questi giorni ha tenuto col fiato sospeso e paralizzato l'intero settore e che, a quanto pare, continua.

Lo scontro tra Ambiente e Sviluppo economico è arrivato sulla proposta di modifica presentata nella serata di ieri da Stefania Prestigiacomo che aveva accolto i suggerimenti arrivati dalle regioni nella conferenza di giovedì scorso in particolar modo sul periodo transitorio e sul momento in cui cominciano ad essere conteggiati effettivamente gli incentivi in quanto la bozza non impone alle società delle reti elettriche un tempo massimo per allacciare gli impianti alla rete.

Ma facciamo un passo indietro. Dopo la Conferenza Stato Regioni di giovedì erano arrivate le reazioni degli operatori e delle aziende del settore. Ad intervenire prima di tutti era stata l'associazione ANIE/GIFI che si era comunque rallegrata per i progressi fatti dopo il rinvio della Conferenza Unificata Stao Regioni della scorsa settimana, il 20 di Aprile. Secondo ANIE/GIFI, infatti, la bozza presentata alle Regioni, avrebbe significativi elementi di miglioramento rispetto alla versione della scorsa settimana, con l'introduzione di novità caldeggiate dalla stessa ANIE/GIFI: tra di esse:

l’estensione a 1 MWp su edifici della categoria di impianti non soggetta a limiti di spesa ed al registro informatico per gli anni 2011 e 2012;

l’istituzione di un canale preferenziale per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011, al fine di salvaguardare i grandi impianti attualmente in realizzazione;

la modifica del premio per l'installazione di impianti in sostituzione di coperture contenenti amianto dal valore percentuale ad un valore fisso;

lo snellimento delle procedure per la formazione delle graduatorie degli impianti iscritti al registro e la suddivisione dell’anno 2012 in due semestri con registri separati.

Qualora le indiscrezioni venissero confermate" aveva detto ieri Valerio Natalizia, presidente di ANIE/GIFI, "Si tratterebbe di elementi indubbiamente positivi e migliorativi rispetto alla bozza sino a oggi circolata. Mi preme evidenziare che in questa fase il fattore tempo è cruciale", aveva ribadito Natalizia, " Sono numerose le aziende che ci segnalano forte disagio e chiedono al più presto l'approvazione del decreto con le modifiche richieste".“Siamo soddisfatti del lavoro svolto –ha aggiunto Guidalberto Guidi, Presidente di Confindustria ANIE. “Abbiamo molto apprezzato l’impegno diretto del Ministro Romani e l’elevata professionalità dei tecnici del ministero che hanno ascoltato molti dei suggerimenti offerti dagli operatori industriali.

Ed in effetti, pur restando alcune criticità che hanno portato al parere contrario, anche Vasco Errani, presidente della Conferenza UNificata Stato Regioni, aveva riconosciuto che alcuni passi in avanti erano stati fatti con l'accoglimento di alcune proposte fatte proprio dalla Regioni, specialmente " Sul fronte delle bonifiche dall'amianto che il sistema premiale previsto promuoverà ulteriormente."- ha commentato ieri Errani, che ha proseguito: " Un risultato che oggi, (ieri nrd) Giornata mondiale Vittime dell'amianto, assume anche una valenza simbolica. Importante anche l'accoglimento della proposta delle Regioni finalizzata a salvaguardare la produzione nazionale della componentistica necessaria alla realizzazione degli impianti". "Le Regioni - ha concluso Errani -data l'importanza strategica dell'energia fotovoltaica nella prospettiva dell'attuazione del Protocollo di Kyoto continueranno comunque il confronto con l'esecutivo per migliorare ulteriormente il testo del decreto".

Anche l' Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che la settimana scorsa aveva spinto fortemente per il rinvio della seduta ed aveva criticato la bozza presentata, ha addolcito un po' le sue posizioni: "Prendiamo atto del mantenimento di elementi premiali per tutti i Comuni e in particolare per i piccoli, dell'estensione della soglia dimensionale per i piccoli impianti, e di una apertura del Governo sul periodo transitorio" ha sottolineato Enrico Borghivicepresidente Anci e presidente Uncem al termine della Conferenza. Per Borgi è fondamentale ora "che si aprirà la discussione sui decreti per le altre fonti rinnovabili (come biomasse, eolico ed idroelettrico), a cui i Comuni sono particolarmente interessati".

Diverse le conclusioni di Anna Rita Bramerini, assessore all'Ambiente della Regione Toscana, una delle regioni più combattive nel promuovere modifiche alla bozza governativa di Quarto Conto Energia. Pur ammettendo alcuni passi avanti, infatti, per la Bramerini il Governo deve ripensare ancora al Quarto Conto Energia poiché, a suo giudizio, ancora non ci siamo per quanto riguarda proprio le tariffe incentivanti.

Ancora più critica la CGIL che, dopo il no delle Regioni, ha chiesto al Governo di ritirare il decreto facendo riapartire la fase di dialogo e concertazione con la aziende e le parti sociali.

Tra le altre associazioni di imprenditori, poi, Assosolare, per mezzo del presidente Gianni Chianetta, ha ribadito la necessità che il Governo torni ad ascoltare almeno le Regioni: “Il parere negativo espresso dalle Regioni sulla bozza di quarto conto energia dimostra ancora una volta l’indifferenza del Governo rispetto alle posizioni espresse anche dalle Camere, con particolare riferimento alla tutela degli investimenti e alla sostenibilità delle tariffe incentivanti per il comparto del fotovoltaico, a tutt’oggi e da mesi in ginocchio. Tutto questo malgrado il costante impegno e le varie soluzioni proposte in diverse sedi da Assosolare e dalle altre associazioni delle rinnovabili. Come Assosolare, non possiamo che ribadire la nostra ferma e totale contrarietà all’impostazione del decreto e ci auspichiamo che il governo recepisca tutte le osservazioni della Conferenza unificata”.

Queste, invece, le opinioni espresse dal comitato IFI, di recente formazione: “È stato fatto un deciso passo avanti nel riconoscimento del ruolo che la filiera industriale italiana può ricoprire nello sviluppo del settore fotovoltaico, se il decreto sarà confermato nei termini attesi. Restano certamente molti punti da migliorare, incluso il necessario controllo del tetto di spesa complessivo e della regolamentazione semplificata per l'accesso agli incentivi. Comunque l’impianto del testo nel suo complesso resta valido, con un approccio prospettico che potrà consentire al sistema Paese di lavorare nel tempo al consolidamento della propria posizione competitiva a livello globale e contribuire al raggiungimento della grid parity. - afferma Filippo Levati, presidente di IFI - La direzione strategica su cui lavorare ai successivi miglioramenti è l’adozione di una logica di investimento di medio lungo periodo che favorisca lo sviluppo dei segmenti più aderenti al modello distribuito di generazione e consumo di energia da fonte fotovoltaica in armonia con altre fonti e interventi come l’efficienza energetica".

L'azienda toscana Power One (vera e propria rivelazione nel mercato degli inverters per impianti fotovoltaici), invece, ha manifestato la sua preoccupazione per la risposta negativa da parte delle Regioni. Infatti il testo presentato ieri conterrebbe: ''elementi molto positivi che avrebbero reso il nuovo decreto rinnovabili una buona legge''. I seguenti punti in particolare sono giudicati positivi:

  • innalzamento a 1000 KWp della soglia degli impianti non soggetti a registro realizzati su edifici (piccoli impianti non a terra);
  • l'impegno a ridurre i tempi per l'iscrizione a registro e pubblicazione della graduatoria per i grandi impianti a terra;
  • la possibilita' di evitare il registro fino a fine agosto 2011 per i grandi impianti a terra in corso di realizzazione;
  • un premio addizionale per gli impianti che prevedano la rimozione di amianto avrebbero permesso al settore di ripartire con effetto immediato.

''L'industria e' allo stremo in questo momento - si legge nel comunicato di Power-One Italy - e si trova di fronte ad una situazione di mercato in completa paralisi che, se non risolta in tempi brevissimi, causera' la paralisi dell'intero settore industriale e perdita di migliaia di posti di lavori. Power-One chiede a tutte la parti coinvolte, in nome e per conto dei suoi oltre 1200 dipendenti, che il nuovo decreto rinnovabili sia emesso in tempi brevissimi. Ogni ulteriore ritardo rispetto alla data prevista del 30 di aprile potra' causare effetti dirompenti, molto difficilmente recuperabili nel medio termine''.

  • Fare in fretta, dunque, una richiesta a cui si era associata anche l'azienda Enerpoint che, per mezzo dell'amministratore delgato Paolo Rocco Viscontini, aveva chiesto certezza e stabilità per gli investimenti, in Italia, e per tutta la filiera del fotovoltaico, pur nel generale apprezzamento dell'impianto normativo della bozza di Quarto Conto Energia.

Su quali punti, dunque, è stato raggiunto un accordo e quali saranno, salvo clamorose smentite, i contenuti fondamentali del Quarto Conto Energia ?

Innanzitutto un colpo di coda del regime di tariffe incentivanti del precedente Conto Energia, il terzo, che resteranno in vigore fino al 31 Agosto, quindi un premio per la rimozione dell’amianto e tetti di spesa semestrali fino al 2012.

Il Quarto Conto Energia, dunque, sarà in vigore dal primo settembre prossimo e sarà modificata la definizione di piccoli impianti: saranno considerati tali quelli fino a 1 MW di potenza su edifici, inferiori a 200 kW a terra, su edifici delle P.A. di qualsiasi potenza. In questo modo saranno più numerosi gli impianti che beneficeranno degli incentivi riservati ai piccoli impianti, anche perché per essi non è previsto alcun tetto di spesa. Misure incentivanti sono previste per i condomini con impianti fino a 20 kw di potenza.

Questi, invece, i tetti di spesa per i grandi impianti: 300 milioni di euro per il 2011, 212 per il primo semestre del 2012 e 161 per il secondo semestre del 2012, che dovrebbero consentire l’installazione di circa 2.700-3.000 MW. Dal 2013 entrerà in vigore il modello tedesco. Per i grandi impiantisarà istituito un registro gestito dal GSE.

In accogliemnto della richiesta delle Regioni, ci sarà un premio sulla tariffa incentivante per quegli impianti fotovoltaici che sostituiranno le coperture in amianto. Il premio sarà di 5 centesimi per ogni kilowatt/ora. Un ulteriore premio del 10%, invece, sarà riservato a chi installa pannelli fotovoltaici italiani o, comunque, europei.

Resta invece da capire quale delle due posizioni sugli allacciamenti degli impianti prevarrà martedì. La querelle continua...

Andrea Marchetti

Scarica la bozza integrale del Quarto Conto Energia

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