quarto conto energia

A due giorni di distanza dalla ulteriore e, speriamo, decisiva riunione della Conferenza Unificata Stato Regioni (prevista per giovedì 28 Aprile) che dovrà pronunciarsi sulla bozza di Quarto Conto Energia, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha trovato comunque il modo di parlare anche di nucleare durante il vertice italo francese svelando le vere intenzioni del Governo sul rinnovo del programma nucleare in Italia che di sicuro riaccenderà le polemiche e riscalderà il clima, già piuttosto caldo per il per il differimento dell'approvazione definitiva del decreto che regolamenterà i prossimi incentivi al fotovoltaico. Referendum sul nucleare o no, infatti, c' è tempo fino al 30 Aprile e, ormai, siamo in dirittura d'arrivo.

Oltre tale data, infatti, scadrebbero i termini della delega concessi con il Decreto Romani e, quindi, si allungherebbero ulteriormente i tempi di pubblicazione del Quarto Conto Energia. Già con il 31 Maggio, tuttavia, scadrebbero le tariffe incentivanti per il fotovoltaico attualmente in vigore e le conseguenze di ulteriori periodi di incertezza potrebbero essere molto negative per tutta la filiera italiana del fotovoltaico. Per questo nei giorni precedenti si sono moltiplicati gli appelli per fare presto, soprattutto da parte di ANIE/GIFI ed altre associazioni del settore, ma anche dallo stesso sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, che, al temine della scorsa seduta della Conferenza Stat Regioni, con conseguente nulla di fatto e differimento alla riunione del 28 Aprile, ha detto: È urgente l'applicazione del decreto ministeriale. Si tratta di un provvedimento equilibrato che comunque garantisce gli incentivi più alti in Europa".

Sembra che il differimento della Conferenza Stato Regioni sia stato voluto soprattutto dagli esponenti di Provincie e Comuni. L' ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in particolare ha preparato un apposito dicumento, visto che secondo l'associazione “l’impegno preso dal Ministro Romani a concertare il contenuto del provvedimento con gli enti locali non è stato rispettato”. Le proposte di Anci, dunque, sarebbero finalizzate a dare certezza al mercato fino al 2016, così da coniugare le esigenze di imprese, territorio e cittadini. È stato criticato, in particolare, il regime tranisitorio previsto fino al 2012, con una riduzione delle tariffe per piccoli e grandi impianti che non tutelerebbe gli investimenti in corso e sarebbe eccessivamente penalizzante per gli impianti integrati sugli edifici.

L’Anci propone quindi una maggiore gradualità nella riduzione delle tariffe, che non superi, per i piccoli impianti, il 10% per il 2011 e il 20% nel 2012. Per quanto riguarda, inoltre, l’introduzione del nuovo Registro per i grandi impianti, l’Anci chiede la garanzia di efficienza del sistema e dei soggetti deputati al controllo e alla gestione della connessione alla rete.

Non sono mancate, poi, critiche sul piano più strettamente politico, con l'intervento del principale partito di opposizione, il PD: Pierluigi Bersani, durante il "Question Time "alla Camera dei Deputati, ha denunciato come, a suo avviso, la maggioranza stia in tutto e per tutto mettendo in crisi nel nostro Paese il settore delle energie. Il Partito Democratico, pur ammettendo che il sistema delle incentivazioni debba essere sagomato e rimodellato, ha sottolineato come il Governo , dopo tre anni definiti "di letargo" si sia d’un tratto svegliato mettendo a rischio con le proprie decisioni e non decisioni la bellezza di oltre 100 mila posti di lavoro. “Romani ha fatto il contrario di tutti gli altri Paesi europei come la Germania“, ha dichiarato il responsabile Green economy del PD Ermete Realacci, aggiungendo, rivolgendosi al Governo, che “se volete una energia pulita, noi ci stiamo, altrimenti lo faremo noi, perché il Paese merita di più“.

Non resta che attendere, quindi, il prossimo giovedì e capire se, tra le Regioni, ci sarà una posizione comune. Pare, infatti, che le stesse Regioni siano in diaccordo su alcune questioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Sicilia sarebbero molto propense a firmare la bozza proposta dal governo, mentre Toscana, Umbria ed Emilia Romagna sono le più combattive. a Regione Puglia, dal canto suo, ha annunciato che proporrà alcuni emendamenti perché non vi siano limiti di potenza per il fotovoltaico sui tetti, perché siano salvaguardati gli investimenti avviati e si arrivi alla adozione del modello tedesco non già nel 2013, ma ancora prima, con il 2012, mentre adesso è previsto un periodo transitorio. Per gli impianti già terminati, poi,la Regione Puglia è intenzionata a chiedere che la scadenza degli attuali incentivi al fotovoltaico sia rimandata a Dicembre 2011.
Dal canto nostro ci auguriamo che le Regioni trovino un accordo e che il Quarto Conto Energia sia approvato senza ulteriori ritardi.

Andrea Marchetti

Scarica la bozza integrale del Quarto Conto Energia

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