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Nonostante le rassicurazioni, non è stato ancora approvato il decreto attuativo con le tariffe incentivani del cosiddetto Quarto Conto Energia. Il Ministro dell' Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva iniziamente assicurato che l'approvazione sarebbe avvenuta entro il 10 di Aprile, ma soltanto ieri il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha ricevuto un nuovo dossier sulle energie rinnovabili che servirà da base per stabilire gli incentivi al fotovoltaico del Quarto Conto Energia e che dovrebbe essere discusso nella prossima Conferenza Stato Regioni, il 20 di Aprile.

Frattanto, però, si moltiplicano gli appelli al Governo affinché prenda finalmente una decisione chiara sulle rinnovabili e sul fotovoltaico, approvando il tanto atteso decreto, dando nuove certezze agli operatori del settore: ad esempio un gruppo di 194 imprese venete (In Veneto, in particolare in Provincia di Padova, si concentra la maggiororanza delle aziende italiane produttrici di moduli fotovoltaici) ha sollecitato l'esecutivo affinché una volta per tutte si sciolgano le riserve, e si dia nuova dignità ad un settore, quello del fotovoltaico e delle rinnovabili, tenuto ingiustamente in scacco, bloccato nell'incertezza normativa.

Pare, infatti, che gli interrogativi dei Ministri riguardino soprattutto eventuali tetti massimi di risorse da destinare alla incentivazione del fotovoltaico, anche se è molto probabile che la base del futuro decreto attuativo sul Quarto Conto Energia sia la proposta avanzata da ANIE/GIFI. Quest'ultima associazione proprio ieri è intervenuta per smentire alcune indiscrezioni e rassicurare tutti gli operatori del settore: quella pubblicata su Repubblica.it , duque, sarebbe solo una ulteriore bozza, un documento di lavoro, preparatorio, ben lungi dall'essere il decreto attuativo definitivo. Rimarrebbero valide, dunque, le proposte che ANIE/GIFI aveva già formulato, quelle scaturite dall'ultima assemblea straordinaria dei soci, incentrate su tre punti fondamentali: un regime transitorio per il 2011, un nuovo modello di incentivazione basato su quello tedesco e l’introduzione del concetto di “fine lavori certificata”.

In ogni caso, che le trattative sul fotovoltaico siano assai difficili, lo confermano anche le parole dello stesso Ministro Romani, il più chiamato in causa dalle associazione degli imprenditori del fotovoltaico che, a più riprese, si sono dichiarate scontente del su atteggiamento. Secondo le associazioni, infatti, il Ministro avrebbe tenuto in consoderazione solo ANIE/GIFI facendone il proprio interlocutore privilegiato. Ieri, durante il question time alla Camera, il Ministro ha così replicato: "il Governo non ha fatto un'azione con l'accetta né tantomeno sta tornando indietro". Al contrario, l'esecutivo "sta valutando con tutte le imprese del settore per trovare insieme un meccanismo".

Poi stato lo stesso Romani a passa al contrattacco, accusando proprio alcune associazioni, colpevoli di collaborare scarsamente: "Alcune – come il Gifi - stanno lavorando con noi", mentre "altre, come Aper, fanno resistenza al coinvolgimento e non vogliono essere coinvolte, a volte ci sono e altre volte non ci sono". il Ministro ha poi così proseguito: "Il meccanismo di incentivazione che il Governo sta cercando di mettere in piedi con le imprese del settore può essere il privilegio dell'installazione dei privati: vogliamo che i tetti delle case degli italiani siano pieni di pannelli fotovoltaici", e "vogliamo che tutto ciò che è pubblico abbia la possibilità di utilizzare questa fonte di energia". Attenzione, però, a installazioni 'facili': come spiega Romani, "non vorremmo che i campi destinati all'agricoltura si riempissero di pannelli fotovoltaici". Il Ministro ha poi voluto rassicurare: "Il meccanismo per le rinnovabili lo faremo molto presto", e "lo faremo con le imprese del fotovoltaico", perché "vogliamo privilegiare la filiera del fotovoltaico e del solare".

Il Minstro ha poi così concluso, snocciolando ancora una volta una serie di dati che gli erano valsi numerose critiche, che probabilmente arriveranno di nuovo: "Con l'emendamento 'salva-Alcoa' al 31 dicembre si sono accumulate richieste di installazione del fotovoltaico per 8.000 MW. Con il terzo Conto energia si sono aperte richieste teoriche di allaccio fatte a Terna ed Enel per 25.000 MW", per un totale di 33.000 MW. "Quei 33 GW porterebbero un onere sulla bolletta per i prossimi vent'anni come 8-10 miliardi di euro, cioè "160 miliardi sulle tasche dei cittadini e sulle imprese italiane. Vogliamo che gli incentivi sul fotovoltaico siano compatibili con le imprese del settore, con gli investimenti e con le aspettative che ci sono".

La saga continua...

Andrea Marchetti

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