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Il mondo del fotovoltaico e delle energie rinnovabili è davvero in subbuglio: dopo l'approvazione del Decreto Romani e l'attesa per il Decreto attuativo che, dopo una prima bozza già circolata, dovrà fissare definitivamente i nuovi incentivi per il fotovoltaico, cioè il cosiddetto Quarto Conto Energia, non si placano le polemiche: infatti Aper, associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, ha annunciato ieri un imminente esposto alla Commissione Europea.

Secondo l'associazione, infatti, il Decreto Romani sulle rinnovabili violerebbe i principi contenuti nella direttiva europea 2009/28/CE, cioè la stessa direttiva che il decreto dovrebbe applicare e che impone agli Stati Membri la promozione delle energie rinnovabili nei propri territori. Aper ha annunciato, inoltre, che anche molte aziende, singolarmente, proporranno azioni giurisdizionali sfruttando anche i rimedi giuridici messi loro a disposizione dalle previsioni del Trattato sulla Carta dell'energia. "La lesione del legittimo affidamento e la retroattività del decreto di recepimento italiano" - secondo Aper -"si pongono in netto contrasto sia con la disciplina comunitaria che con la nostra Costituzione". Aper aveva diffuso nei giorni scorsi, poi, anche alcune proposte di modifica al Decreto Romani, in seguito all'audizione presso la VIII Commissione Ambiente della Camera: l'associazione proponeva di correggere le disposizioni sulle tariffe incentivanti del fotovoltaico definendo un regime transitorio per tutelare gli investimenti in corso messi a rischio dalla modifica retroattiva delle tariffe del III conto energia per gli impianti che non entrano in esercizio entro il 31 maggio 2011. Inoltre, come altre associazioni ed operatori del settore, chiedeva che il Quarto Conto Energia consentisse al mercato un sano sviluppo, tramite un sistema graduale senza tetti annui massimi di potenza installabile. Le Regioni, poi, avrebbero dovuto, secondo Aper, mantenere le prerogative di scelta sulle installazioni in aree agricole, definendo quelle idonee.

Del resto anche da alcune Regioni italiane erano state sollevate eccezioni di costituzionalità riguardo al Decreto Romani. È il caso, ad esempio, della Regione Toscana che, tramite il Presidente Enrico Rossi, aveva sostenuto che il decreto potesse essere incostituzionale perché non avrebbe tenuto conto dei pareri espressi dalle Commissioni Parlamentari competenti. Il decreto, dunque, sarebbe andato oltre la delega a legiferare concessa dal Parlamento stesso. Dalla Conferenza delle Regioni di ieri, inoltre, si è levato un coro pressoché unanime per chiedere che, almeno, gli attuali incentivi del Terzo Conto Energia rimangano in vigore fino alla fine dell'anno, per poi passare ad un sistema di riduzioni programmate in linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi Europei.

Così, mentre si attende il definitivo varo del Decreto attuativo sul fotovoltaico, anche le associazioni dei consumatori non mancano di intervenire sull'argomento: a provocare l'iniziativa del Codacons, infatti, è stato un servizio del popolar TG satirico "Striscia La Notizia", che ha evidenziato come, anche nel fotovoltaico, siano possibili trucchi e speculazioni. Per questo il Codacons ha chiesto la piombatura dei contatori e di tutto il percorso da questi ultimi agli inverters (i trasformatori grazie ai quali la corrente dell'impianto fotovoltaico è trasformata da continua ad alternata) diffidando formalmente Enel e Gse per truffe contro la collettività. Il momento, infatti, è quantomai delicato, con l'incertezza normativa dell'ultimo periodo e non solo: anche noi di greenMe.it, infatti, avevamo denunciato i rischi delle accelerazioni e delle corse all'incentivo verificatesi nell'ultimo periodo del 2010, con la fine lavori degli impianti di grande taglia, al fine di poter sfruttare incentivi più favorevoli, quelli del secondo Conto Energia, soppiantato da Terzo Conto Energia (che sarà in vigore fino a fine Maggio) dal primo di Gennaio 2011.

Il Codacons, ma anche altre associazioni di difesa dei consumatori, sono preoccupate anche perché, oggi primo aprile 2011, non ci saranno solo i pesci d'aprile e lo sciopero generale dei trasporti pubblici, ma anche aumenti (3,9%) nelle bollette dell'energia elettrica su cui gravano già, in maniera indistinta, cioè non proporzionata al reddito, i costi, ritenuti eccessivi, che i consumatori pagherebbero per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per questo le associazioni avevano proposto di scaricare tali costi nella fiscalità generale.

Tornando più strettamente, però, al Decreto Romani, va registrata la protesta di alcune aziende (che lamentano già un blocco repentino del mercato causato dal Decreto, con oltre 100 mila posti di lavoro a rischio) e tra di esse, la protesta messa in atto da Enerpoint, azienda di punta del settore, che ha lanciato l’iniziativa "Diamo voce al Fotovoltaico".
"Questa campagna - spiega Paolo Rocco Viscontini, presidente e AD di Enerpoint - è stata pensata per dare una dimostrazione tangibile, attraverso racconti di vita, di quello che sta succedendo in Italia dopo l’approvazione del Decreto Rinnovabili, portando all'attenzione dell’opinione pubblica e dei politici la situazione di tante aziende italiane che hanno investito in questo settore e si son viste cambiate le regole da un giorno all'altro." L'iniziativa, messa i atto attraverso gli strumenti telematici di partecipazione tipici del cosiddetto "web 2.0", ha già registrato tantissime adesioni sul sito di Enerpoint. I temi ricorrenti evidenziati da chi ha voluto dare il proprio contributo al dibattito sono i seguenti: perdita di fiducia nelle istituzioni, rischio di una paralisi totale del settore con impatto negativo sull'occupazione e su investimenti, salto indietro nella produzione di energia da fonti rinnovabili visto che il fotovoltaico copre una quota importante e crescente del fabbisogno energetico nazionale, riducendo la nostra dipendenza dall'estero.

Andrea Marchetti

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