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Il Decreto Romani sulle energie rinnovabili è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e, da oggi, è legge. Le attenzioni degli operatori del fotovoltaico, tuttavia, sono concentrate ancora sul Decreto di attuazione che fisserà l'entità ed il meccanismo di attuazione del cosiddetto Quarto Conto Energia, ovvero ridefinirà l'intero sistema degli incentivi al fotovoltaico che premia i propretari degli impianti ricompensando i kilowatt di energia elettrica prodotti ed immessi nella rete elettrica nazionale.

La maggiore preoccupazione degli operatori del settore è stata qualla di avere un quadro normativo certo, e di garantire gli investimenti in corso. Il Terzo Conto Energia, infatti, dopo una lunga ed attesissima gestazione, ha avuto vita assai breve: da inzio anno alla fine del mese di maggio prossimo venturo quando, in realtà, era stato approvato per durare tre anni. La sua morte è stata decisa proprio dal Decreto Romani quando, ormai, i produttori e gli investitori avevano dimensionato gli impianti e stabilito i tempi di ritorno degli investimenti tenendo come punto di riferimento gli incentivi del Conto Energia 2011, destinati a sparire a breve, a favore di quello del Quarto Conto Energia. Questi ultimi, però, stando almeno alla prima bozza resa nota ieri, saranno più bassi e destinati a diminuire ancora di più nei prossimi due anni.

Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, a margine di un incontro alla Regione Lombardia, ieri ha tentato di rassicuare gli operatori, motivando la scelta di riduzione delle tariffe incentivanti:

''Credo che entro la prima decade di aprile concluderemo i lavori di consultazione ed emaneremo il decreto ministeriale"- ha detto il Ministro-"che dovrà rispettare quanto votato all'unanimita' sia dalla Camera che dal Senato; e cioe' che gli investimenti in corso devono essere salvaguardati, intendendo per impianti messi in esercizio quelli posati e non allacciati. Questo consentirà di superare una serie di problemi che non dipendono da chi ha fatto gli investimenti''. ''Nei successivi sei mesi - ha argomentato Prestigiacomo - bisognerà prevedere una riduzione molto lieve degli incentivi in modo da non penalizzare gli investimenti in corso, quindi anche quelli programmati col vecchio regime e non conclusi alla fine di maggio. Dal 2012 si procederà poi con uno 'scalone' negli incentivi senza fissare un tetto in termini di Megawatt annuali, ma un tetto complessivo in milioni di euro fino alla fine degli incentivi''. "Si tratta"- ha aggiunto il ministro dell'Ambiente- ''del modello tedesco di flessibilità annuale, che è quello che tutti gli operatori ci hanno chiesto''. ''Il governo intende sostenere le fonti rinnovabili, ovviamente adeguando l'incentivo nazionale alla media europea, mentre prima era sopradimensionato: vogliamo evitare speculazioni e valorizzare la filiera senza che fondi stranieri approfittino di un incentivo nazionale alto'' ha assicurato il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Tuttavia non sono mancate ulteriori proposte da parte degli esponenti del mondo del fotovoltaico: Assoslare, infatti, ha fatto delle proposte indirizzate a Confindustria ,al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani ed al Ministro Prestigiacomo. Secondo Assosolare, dunque, bisognrebbe risolvere così le questioni ancora aperte dopo la discussione di ieri:

  • Consentire un passaggio graduale tra sistema attuale e nuovo sistema, tutelando almeno il 2011 per salvaguardare gli investimenti ed evitare effetti retroattivi;
  • Definire il IV Conto Energia in modo da traghettare la crescita fino alla grid parity, con una riduzione graduale e progressiva degli incentivi, fino ad esaurimento previsto al 2016. Garantire quindi la stabilità del sistema incentivante, senza cambiamenti in corsa.
  • Considerare particolari forme di tutela per la filiera industriale italiana emergente.
  • Operare un controllo dei costi prevedendo un tetto di spesa di circa 6.9 miliardi di euro per un massimo di 20 €/MWh (nello scenario più costoso). Il tetto proposto di 6 miliardi €/anno al 2016 è ancora troppo basso.
  • No a tetti annuali che pregiudicherebbero la bancabilità degli investimenti, ma obiettivi annui indicativi di 3 GW fino al 2016, prevedendo riduzioni anticipate della tariffa in funzione della potenza installata, sempre nell’ottica del contenimento della spesa.
  • Ancorare la riduzione delle nuove tariffe al criterio della “fine lavori certificata” e non più all’entrata in esercizio degli impianti, ma con degli accorgimenti che scongiurino il ripetersi del “fenomeno Alcoa” .

Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)” dichiara Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico”.

Sul Decreto Romani è intervenuto anche Gianni Silvestrini, segretario nazionale di CNA: “L’errore è stato quello di tagliare senza alcun raziocinio aiuti in favore dell’artigianato e delle pmi: realtà imprenditoriale che, sfruttando gli incentivi a sostegno dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, hanno consentito fino ad oggi di ottenere risultati ambiziosi non solo in termini di sostenibilità ambientale, ma anche di crescita economica, occupazionale e di sviluppo tecnologico”. In questo contesto, dunque, Silvestrini ha ricordato ache le richieste avanzate da Rete Imprese Italia al Governo, chiedendo “una rapida approvazione del nuovo decreto che incentiva il fotovoltaico, senza attendere la scadenza del 30 aprile, e una clausola di trasizione che permetta di mantenere fino al 31 maggio 2012 le condizioni previste dalla normativa precedente”.

Il mantenimento degli attuali incentivi almeno fino a fine anno era stato chiesto anche dalla Regione Toscana a cui, oggi, si è aggiunta anche l'Emilia Romagna, per mezzo dell'assessore alle attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli: "Proseguire con gli attuali incentivi per le fonti di energia rinnovabili sino al 31 dicembre, realizzare un Piano fino al 2016 per il sostegno prioritario a specifiche attivita' come autoconsumo, e utilizzo dei tetti per produzione di energia solare nonche' attivazione immediata di un Tavolo nazionale per l'energia". Le richieste sono state avanzate durante la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sottolineando che "occorre che il Governo presenti un testo che assicuri, con serieta' e responsabilita', certezze alle imprese che operano nel campo delle energie rinnovabili. Bisogna assicurare sino al 31 dicembre gli attuali incentivi, assicurandone poi la continuita' nel modo più opportuno, diversificare il sostegno pubblico dando delle priorita', ed attivare il prima possibile un Tavolo nazionale per l'Energia, che dia risposte concrete". "Cittadini ed imprese richiedono chiarezze e un programma strategico di lungo respiro, per non azzoppare il paese più di quanto questo Governo abbia gia' fatto" ha concluso l'assessore.

Dopo la diffusione delle indiscrezioni sulla prima bozza di Quarto Conto Energia, è intervenuto anche Massimo Sapienza, coordinatore nazionale di SOS rinnovabili, sottolinenando come il Decreto Legislativo Romani non sia grave soltanto per il settore dell'energia rinnovabile, ma crei un precedente che scoraggia qualsiasi intervento infrastrutturale nel nostro Paese, in quanto comunque passibile di essere modificato in itinere da una legge retroattiva che cambia le condizioni iniziali e le regole del gioco. Le conseguenze immediate, secondo Sapienza, riguardano ora aziende e lavoratori del settore e dell'indotto, ma si ripercuotono sull'affidabilità e la credibilità dell'Italia agli occhi degli investitori esteri e del mercato italiano stesso.

Utilizzando proprio il punto della affidabilità e del legittimo affidamento sulla certezza del diritto, alcune associazioni hanno anche annunciato che proporranno ricorso presso la Commissione Europea che, dunque, si troverà a decidere come dipanare lo "gnommero" tanto per usare una espressione romanesca cara a Gadda, cioè l'ingarbugliata matassa sulle rinnovabili venutasi a creare in Italia: intervistato dal Soel 24 Ore su un altro argomento, lo sloveno Janez Potocnik, Commissario Ue all'Ambiente, aveva detto:"Con normative stabili, che diano prevedibilita' a consumatori e investitori", l'Italia deve puntare sulle fonti rinnovabili, per compensare la crisi nucleare".

"Dobbiamo cambiare il modo di vivere, di produrre, di consumare. Quando parliamo di green economy significa che dobbiamo usare le nostre risorse in modo più intelligente, più efficiente". La crisi in Giappone "senza dubbio portera' a un ripensamento degli indirizzi nucleari, ma sara' una scelta di ogni Paese. Abbiamo deciso di rendere più severi gli standard di sicurezza, ma l'incidente di Fukushima ci impone di rafforzare il contributo delle fonti rinnovabili di energia per compensare la riduzione prevedibile del nucleare". Per questo, spiega il commissario Ue, "il sostegno al settore deve essere prevedibile e a lungo termine". Appunto: prevedibile ed a lungo temine.

Andrea Marchetti

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