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Alla fine a nulla è valso l’appello lanciato dalle associazioni e dagli operatori del settore – soprattutto del fotovoltaico - per non firmare il decreto Romani che è stato varato lo scorso 3 marzo dal Consiglio dei Ministri per la sua presunta incostituzionalità: Giorgio Napolitano ha scelto di apporre la sua firma sul decreto legislativo già rinominato, non a caso, “Ammazza rinnovabili”, ignorando le migliaia di lettere giunte al Quirinale nei giorni scorsi.

Il D.Lgs 03/03/2011, «Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE» compare, infatti, negli atti promulgati dal Presidente della Repubblica sul sito del Quirinale. Ora si attende la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Tante le motivazioni che avevano spinto a scrivere al Presidente del consiglio invitandolo a non promulgare il provvedimento, tacciato di incostituzionalità sia per eccesso di delega – per non aver rispettato, andando oltre i Pareri delle Commissioni Parlamentari sulla Direttiva Europea a favore delle rinnovabili – sia per aver violato la certezza del diritto andando in contrasto con le norme internazionali della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

La conseguenza più imminente dell’attuazione di questo provvedimento sarà il blocco dei finanziamenti necessari alle aziende e alle famiglie per installare un pannello fotovoltaico già annunciato da diversi istituti di credito che, a queste nuove condizioni, sono reticenti a concedere prestiti. Sul lungo termine, invece, il decreto si farà sentire soprattutto sull’occupazione oltre che sul blocco degli investimenti nel fotovoltaico e, in generale nelle rinnovabili.

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Immagine: Greenreport

Ma le associazioni di settore (Anev, Aper, Asso Energie Future, Assosolare, Ises, Gifi), quelle ambientaliste tra cui Greenpeace, Legambiente e WWF) oltre che le tante aziende che operano nelle rinnovabili non si danno per vinte e annunciano già da oggi una mobilitazione a Roma davanti al Teatro Quirino per giovedì 10 marzo.

Le imprese del fotovoltaico, inoltre, hanno anche annunciato l’intenzione di intraprendere un’azione legaleche passerà per le Regioni, per gli organi della giustizia amministrativa e per quelli della giustizia comunitaria” e che comunque rischierà di paralizzare per mesi il settore in attesa che gli organi competenti si pronuncino.

E intanto il Ministro Prestigiamo ha annunciato l’avvio di una serie di consultazioni per definire il nuovo sistema di incentivi al fotovoltaico che saranno fissati dal prossimo giugno con decreto interministeriale e con step intermedi annuali.

Simona Falasca

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