fotovoltaico_Gruppo_Mercegaglia

Lo avevano promesso – e ve ne avevamo parlato – più di un anno fa, e ora è finalmente realtà. Entrerà in funzione in queste ore l'impianto fotovoltaico da oltre 3 MW installato sulle coperture di 13 capannoni del Gruppo Marcegaglia di Taranto. Realizzato in collaborazione con Enel Green Power (che detiene il 51% del valore dell'impianto), sarà uno dei più grandi mai realizzati su una superficie simile in Italia.

I moduli solari utilizzati sono quelli di tipo flessibile a film sottile in silicio amorfo, che dovrebbero garantire a regime una produzione tra i 3,2 e i 3,7 milioni di KW/h all'anno, con un risparmio per l'ambiente di oltre 1.900 tonnellate di Co2.

Il nuovo indirizzo ecofriendly voluto da una delle aziende leader nella trasformazione dell'acciaio, d'altra parte, non si limita all'impianto di Taranto. Già dal 1995con la business unit Marcegaglia Energy la famiglia della presidente di Confindustria si è lanciata nel settore dell'energia elettrica da biomasse e cdr (combustibile da rifiuti), mentre dal 2006, con la fondazione della società Marcegaglia Buildtech, il Gruppo Marcegaglia ha fatto il suo ingresso nel mercato del film sottile flessibile (e, insieme alla società Arendi, in quello del film sottile con supporto di vetro).

Finora abbiamo acquistato e assemblato queste lamine di silicio amorfo che sfruttano una tecnologia americana – ha dichiarato durante l'inaugurazione l'amministratore delegato Antonio Marcegaglia; - Col rilancio dello stabilimento di Taranto le produrremo direttamente e contiamo anche di incrementare l'occupazione dagli attuali 150 addetti a circa 250. È un progetto, questo, a cui diamo molta importanza perché va in direzione dello sviluppo delle fonti energetiche pulite, e la Puglia col suo posizionamento è sicuramente la regione che può giocare un ruolo leader.

La vicenda finirebbe qui, non fosse per le pesantissime accuse mosse appena un mese fa a Steno Marcegaglia (padre della più nota Emma), imprenditore del Gruppo di famiglia nonché accusato di essere coinvolto in un maxi traffico di rifiuti tossici – 1 milione di tonnellate – smaltiti in modo illegale nella regione Toscana. Per ora le indagini sono ancora in corso, ma già da subito la svolta ecosostenibile da parte del Gruppo Emma & Co, nonostante l'impianto di Taranto, è a dir poco discutibile.

Roberto Zambon

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