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Mentre la marea nera di Porto Torres continua ad espandersi e a destare forti preoccupazioni per l’integrità e la salute dell’intero territorio, sta nascendo l’idea di riconvertire i vecchi stabilimenti della zona per creare proprio qui il polo europeo più grande per lo sviluppo della chimica verde.

Si parla infatti di un progetto – chiamato “Sardegna CO2.0'' - per riconvertire gli stabilimenti di Porto Torres e trasformarli in un polo green di ricerca e sviluppo.
Proprio per questo, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha incontrato a Roma i vertici del gruppo Eni, che gli hanno illustrato quali potrebbero essere le tappe e i piani di sviluppo per riconvertire l’intera area.


Il piano di Eni, studiato in collaborazione con Novamont, prevede la riqualificazione degli stabilimenti e un investimento di un miliardo di euro: un’occasione che consentirà la rinascita economica (oltre che ambientale) di tutta la zona.
Esprimo grande soddisfazione - ha fatto sapere il presidente Capellacci - per una scelta che è coerente con la politica regionale, va nel senso auspicato anche di recente, specie dopo gli eventi di Porto Torres, e che può dare una prospettiva più stabile, anche in termini occupazionali, per il futuro”.

 

Ora si prevede un nuovo incontro a Roma, per approfondire il progetto a livello, ma nel frattempo, la proposta di Eni e Novamont è al vaglio dei sindacati per una valutazione complessiva. Intanto però già si parla della chiusura di un vecchio ciclo per dare spazio ad un progetto basato sull’industria verde, sulla ricerca e sullo sviluppo eco-sostenibile.

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