fotovoltaico integrato conto energia

Oltre ad aver pubblicato la guida con le istruzioni per accedere agli incentivi per il fotovoltaico e previsto la procedura telematica obbligatoria per richiederli, il Gse ha reso disponibile anche la Guida alle applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica del fotovoltaico, anch'ìessa prevista dal Decreto Minsteriale del 6 agosto.

Con il Conto Energia 2011, infatti, è sparita la tripartizione tra impianti non integrato, impianto parzialmente integrato ed impianto integrato totalmente. Adesso, quindi, esiste soltanto la distinzione tra impianti non integrati ed impianti integrati, per cui diventa ancora più importante definire bene le caratteristiche di questi ultimi. Infatti il premio per l'integrazione architettonica verrà riservato agli impianti fotovoltaici che utilizzano moduli e componenti speciali sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici degli edifici.

Gli impianti, entrati in esercizio a partire dal 1 gennaio 2011, devono avere una potenza non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW e potranno beneficiare del premio i soggetti persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici o condomini di unità immobiliari ed edifici ( i cosiddetti "supercondomini") . La tariffa incentivante sarà articolata secondo i seguenti valori:

  • da 1kW a 20Kw 0,441€/kWh ;
  • da 20a 200 Kw ,40 €/kWh;
  • da 200kW a 500kW 0,37€/kWh.
  • Una importante novità è la possibilità, per le imprese operanti nella filiera del fotovoltaico, di presentare eventuali osservazioni in merito alle modalità operative. Per farlo c' è tempo fino al 13 dicembre, utilizzando la casella di posta elettronica [email protected] .

Sul punto ha espresso soddisfazione Gerado Montanino, direttore della divisione operativa del Gse, secondo il quale il fotovoltaico è, e deve essere, un vero e proprio componente architettonico. Sulla base delle prescrizioni per il riconoscimento del premio per l'integrazione, emerge che "il modulo fotovoltaico non è più mero generatore di energia, ma diventa un nuovo componente dell'architettura con una funzione che lo rende parte integrante dell'edificio" , ha detto Montanino, che ha così continuato: "Gli attori coinvolti non sono più soltanto i produttori di celle o moduli, ma l'intera industria delle costruzioni. È una sfida che interessa tutti, poiché il fotovoltaico entra de facto nei nostri edifici, non soltanto perché abbiamo bisogno di edilizia "sostenibile" dal punto di vista energetico, ma perché diventa materia di architettura"

La Guida, dunque, definisce il maniera univoca le caratteristiche che devono avere i moduli e le componenti fotovoltaiche per potersi definire integrate tra cui, ad esempio, la capacità di sostituire, garantendone le stesse caratteristiche e prestazioni, il materiale edilizio ed architettonico al posto del quale sono utilizzate (coperture degli edifici, superfici opache verticali, superfici trasparenti o semitrasparenti, apribili o assimilabili come, ad esempio, porte, finestre ma anche vetrine non apribili comprensive tuttavia di infissi), ma anche moduli progettati e realizzati per svolgere funzioni architettoniche fondamentali oltre alla prosuzione di enegia elettrica. Ad esempio protezione e regolazione termica dell'edificio, tenuta impermeabilizzante, tenuta meccanica.

Importante, poi, il ruolo attribuito ai moduli con caratteristiche tecnologiche innovative. Naturalmente i moduli fotovoltaici dovranno essere installati correttamente, ovvero essere realmente installati per sostituire componenti architettoniche degli edifici, svolgere una funzione di rivestimento di parti dell'edificio altrimenti svolta da componenti edilizi non finalizzati alla produzione di energia elettrica nonché inserirsi in maniera armonica nell'aspetto dell'edificio, preservandone il decoro architettonico. E chissà, che su quest'ultimo punto non si riescano a trovare accordi anche tra condomini riottosi, una volta tanto uniti dalla volontà di risparmiare e far del bene anche all'ambiente.

Andrea Marchetti

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