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Ci avviciniamo al momento in cui si conosceranno i siti dove verranno costruite le centrali nucleari preannunciate dall'attuale governo: il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, ha dichiarato che a gennaio verranno rivelati almeno i primi due. E per una gestione delle proteste, è immaginabile un percorso di comunicazione progressiva delle località prescelte.

Il sottosegretario, dal palco del Meeting di Rimini, ha esposto i prossimi passi dell'iter per il ritorno del nucleare in Italia. A ottobre verrà presentata in un Consiglio dei Ministri un "Decreto per la strategia nucleare", di concerto tra i ministeri delle Infrastrutture, dello Sviluppo e dell'Ambiente.
È previsto anche una clausola di salvaguardia per le aziende che investiranno nei progetti, che le tutelerà dai cambi di governo o altri intoppi, con un indennizzo, di cui non è ancora stato determinato l'importo.

Saranno coinvolte le Regioni, nella scelta e nella comunicazione dei siti prescelti. Ma possiamo già immaginare che le proteste saranno veementi: tutto sta a vedere quali azioni e quali reazioni verranno messe in campo. La logica, ha dichiarato Saglia, vorrebbe essere quella di condivisione e non di contrapposizione, non escludendo del tutto la possibilità di un ricorso all'esercito, come durante la gestione dell'emergenza rifiuti di Napoli.

Le aziende coinvolte, come Enel e A2A, sono soddisfatte delle clausole di salvaguardia e sperano in un governo centrale forte, per non abbandonarle in un passaggio critico come quello della localizzazione delle centrali. E ribadendo la necessità del nucleare, a loro detta fonte ingiustamente reputata inquinante, per lo sviluppo produttivo italiano.

Mario Notaro


 

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