programmi_forestazione

Sono tante le aziende che negli ultimi anni si stanno attivando in tutte le aree della cosiddetta “sostenibilità ambientale”. Cresce, per fortuna, la consapevolezza nelle imprese del loro ruolo attivo nella salvaguardia dell'ambiente ed entra in crisi l'approccio finalizzato solamente al profitto a discapito di tutto ciò che esiste intorno.

Per soddisfare questa nuova visione di responsabilità sociale si sta assistendo ad esempio, ad un aumento della domanda di soluzioni efficaci in grado di promuovere progetti complessi di sviluppo locale, nel quale imprese, cittadini, autorità locali ed altri stakeholder collaborano insieme per un fine comune attraverso partnership pubblico-privato con l'obiettivo di riuscire ad ottenere risultati che nessuno singolarmente avrebbe potuto portare a compimento.

In tale ottica e grazie all'aumento di consapevolezza da parte dei consumatori sulle tematiche ambientali sono molte le aziende che si stanno attivando per adottare strategie in grado di ridurre la quantità di emissioni di CO2 generate dalla propria attività produttiva intraprendendo percorsi finalizzati a raggiungere la cosiddetta “carbon neutrality”.

Il concetto alla base dei progetti di neutralizzazione si fonda sul principio che le emissioni in un determinato luogo che non possano essere evitate, vengono ridotte in un altro luogo della Terra. Questo perché a livello atmosferico infatti i gas serra si distribuiscono in modo uniforme, e quindi non è rilevante dove questi gas sono effettivamente rilasciati o assorbiti.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.Ma come si sviluppano concretamente? Le strategie di neutralizzazione o compensazione delle emissioni intraprese dalle imprese si strutturano come un ciclo e con diverse fasi:
  • la misurazione delle emissioni collegate all’attività dell’impresa;

  • definizione di una strategia di riduzione delle emissioni in eccesso, che includa la riduzione degli sprechi, l’acquisto di energia rinnovabile o, dove possibile, la produzione in loco e la formazione dei dipendenti.

  • Una volta raggiunta la massima efficienza, le rimanenti emissioni generate, dato che non è possibile in un’attività economica azzerarle del tutto, possono essere neutralizzate attraverso l’acquisto sul mercato di crediti generati da progetti di riduzione delle emissioni certificati.

  • Infine seguono la fase di reporting e comunicazione verso gli stakeholder delle attività intraprese, inserendole in questo modo in un percorso di responsabilità socio-ambientale completo.

Indica_neutral

La compensazione delle emissioni può avvenire sia tramite l’acquisto di crediti sul mercato volontario (basato sulle stesse logiche dello scambio di emissioni definiti nel protocollo di Kyoto) derivanti da progetti generalmente localizzati all’estero (produzione di energie rinnovabili, efficienza energetica, riforestazione e afforestazione, cattura delle emissioni di metano, carbon sequestration), sia tramite progetti di forestazione sul territorio nazionale.

I progetti di forestazione (sia nazionale che internazionali) stanno riscontrando un particolare interesse poiché hanno sicuramente il pregio di unire da un lato l’assorbimento della CO2 ma anche di avere un impatto positivo su altri aspetti ambientali quali la difesa della biodiversità e di particolari ecosistemi, il miglioramento della qualità dell’aria, dell’ ambiente urbano ecc.

Questo tipo di progetto si sta diffondendo visibilmente in diversi contesti, adottato dalle aziende di differenti settori. La rivista “Internazionale”, ad esempio, ha recentemente attivato un progetto che sostiene un progetto di forestazione in Niger grazie al quale ogni abbonato contribuisce finanziando l’acquisto e la piantumazione di un albero.

Tra i vantaggi delle aziende che hanno deciso di orientarsi su questa possibilità per ridurre le emissioni anche la creazione di un valore aggiunto per il territorio in cui si svolgono le attività produttive. Tra gli svantaggi, invece, la poca trasparenza di questo tipo di operazioni sia dal punto di vista amministrativo che ambientale (ricorderete probabilmente i 90..000 alberi che Claudio Abbado, qualche mese fa ha chiesto al Comune di Milano al posto del compenso che gli sarebbe spettato e dei problemi scaturiti in seguito per la mancata realizzazione dell’intervento..) dovuta principalmente alla difficoltà di valutazione delle operazioni di piantumazione data la quantità di variabili che intervengono. A partire dalle differenti capacità di assorbimento di ogni albero che possono variare in relazione all'età o all'area geografica in cui viene piantato.

Da qui l’esigenza di “sistematizzare” questo tipo di interventi gestionali, dalla dematerializzazione alla compensazione delle emissioni residue con progetti di forestazione urbana attraverso un nuovo strumento che permette la gestione di tutte le fasi dell'intero processo, in modo da riuscire a quantificare oggettivamente i risultati di queste azioni e, di conseguenza, l'efficacia finale.

A mettere a punto quello che, di fatto, può considerarsi il primo sistema sperimentale per la gestione completa dei progetti di piantumazione promossi direttamente dalle imprese, è Indica srl, una società di Ferrara, specializzata in contabilità ambientale, che si occupa da anni di consulenza strategica nel campo della sostenibilità e di sistemi di green management.

Sviluppata con la collaborazione di istituti di ricerca nazionali, questa innovativa metodologia per il calcolo dell’assorbimento della CO2, infatti è in grado di calcolare specificamente le differenti specie arboree e le loro capacità di assorbimento in contesti urbani e può quindi essere adattato a tutto il territorio nazionale. Il sistema di Indica, certificato da Bureau Veritas Italia e testato per un grande gruppo assicurativo e bancario che ha sottoscritto oltre 20 protocolli di intesa con enti locali per piantare nuovi alberi per i loro assicurati, può considerarsi una polizza completamente “de-materializzata”, in quanto tutta la documentazione viene scambiata via mail e non più inviata in forma cartacea.

Le aziende si impegnano così a ridurre l’utilizzo di carta all’interno dei proprio processi generando un risparmio in termini di risorse sia ambientali che economiche, queste ultime vengono poi investite per finanziare nuove aree verdi nelle città italiane. In questo modo si ottengono due risultati importantissimi: la riduzione dell’utilizzo di carta con conseguente riduzione della CO2 emessa e l’assorbimento derivante dalle nuove piantumazioni.

Per info www.indicanet.it



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