Green jobs: secondo Isfol è boom delle professioni ecologiche

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Che gli investimenti nella green economy creassero nuove opportunità di lavoro e nuove professionalità è ormai sulla bocca di tutti, a partire da noi di greenMe.it che sull'argomento abbiamo dedicato diversi articoli suggerendo anche gli strumenti per trovare un'occupazione verde, ma arriva ora da una ricerca dell'Isfol (l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) la conferma statistica dell'incremento dei cosiddetti green jobs, anche sul fronte dell'offerta formativa.

Dal 1993 al 2008, infatti, il numero di occupati nelle professioni ecologiche è aumentato del 41%, passando da 263.900, a 372.100, unità con un contratto, nel 73,5%, dei casi è a tempo indeterminato.

«Con questi numeri - spiegano dall'Isfol - la green economy si candida seriamente a essere la nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo».

Prospettive e numeri che fanno lievitano anche i master ambientali (passati dai 60 corsi attivi nell'anno accademico 1999-2000 ai circa 300 nell'anno accademico 2007-2008 e destinati a crescere ulteriormente per il 2008-2009) che, stando, ai dati forniti dalla ricerca, hanno garantito lavoro all'80,6% degli intervistati, già dopo appena un anno dal loro completamento. Per di più nell'58% dei casi il lavoro trovato corrisponde alle aspirazioni professionali e il 68% degli occupati ha trovato una collocazione rispondente al livello formativo acquisito. Di questi, in particolare, il 31% del campione svolge un lavoro nell'ambito delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, il 31,7% è impiegato in professioni di tipo tecnico mentre il 5,2% è riuscito a collocarsi nelle posizioni di legislatore, dirigente o imprenditore. Ancora meglio però i master ambientali di II livello in cui la percentuale degli occupati entro un anno sale addirittura all'85%.

Questi master formativi, sia di primo che di secondo livello, secondo i dati forniti, vengono organizzati però ancora quasi esclusivamente dalle università e dagli atenei, mentre, come sottolineato dall'Isfol, ci si auspicherebbe un maggior raccordo con il territorio in modo da riuscire a formare "figure innovative che rispondano in modo rapido ai nuovi mercati verdi in espansione".

Simona Falasca

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