Terremoto ad Amatrice, 4 anni fa l’apocalisse dimenticata (di cui si attende ancora la ricostruzione…)

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Quattro anni sono passati dal terremoto che colpì duramente il Centro Italia: erano le 3,36 del 24 agosto 2016 quando la terra iniziò tremare, continuando poi per giorni, e rendendo irriconoscibili le zone di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e paesi limitrofi. E in un’eterna “corsa all’emergenza”, la ricostruzione è ancora ben lontana dell’essere terminata.

In seguito al lungo sciame sismico, il terribile bilancio fu allora di più di 300 morti, 388 feriti e oltre 40mila sfollati.

Oggi, a 4 anni, tra celebrazioni e sfilate politiche, tra gru alte e recinzioni arancioni, si può dire finito solo l’8% degli interventi pubblici in quello che fu annunciato come il più grande cantiere d’Europa. I lavori sarebbero in realtà completati soltanto in 17 scuole su 250 e in nessuna caserma, ospedale e sede della polizia municipale.

Ma una gioia, potremmo dire, se consideriamo che a tempi lunghi, lunghissimi, siamo praticamente abituati. È il caso de L’Aquila che è ancora un cantiere aperto (il terremoto che la distrusse risale al 2009), ma è il caso anche di molte altre catastrofi: solo nel ‘900, dal terremoto di Messina-Reggio Calabria del 1908, che con 95mila morti fu la più grave catastrofe naturale in Europa a memoria d’uomo, passando per Avezzano, il Belice e il Friuli, l’Irpinia del 1980 e infine proprio L’Aquila del 2009 e il Centro Italia del 2016, tutti sono connotati da un continuum di lavori di ricostruzione mai veramente terminati.

Lo stato dei lavori nel Reatino

Quanto alla ricostruzione privata, l’assessore regionale alle Politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino, ha spiegato che “una più significativa accelerazione la stiamo registrando negli ultimi mesi”. Accelerazione che sarebbe seguita a un’ordinanza del Commissario straordinario e che nelle ultime settimane avrebbe portato nel solo Comune di Amatrice a un incremento di circa 200 istanze di contributo (a copertura del 100% delle spese), a fronte delle circa 1.500 presentate in 4 anni. Stando ai dati della Regione Lazio, sono attualmente 550 i cantieri avviati per i quali sono stati concessi oltre 110 milioni di euro, mentre altri finanziamenti sono tuttora in fase di approvazione.

Quanto alla ricostruzione pubblica, invece, risultano in progettazione più di 120 interventi, per alcuni dei quali si stanno avviando le procedure di gara per affidare i lavori, mentre altre 18 opere pubbliche dovrebbero avviarsi entro l’anno.

Inoltre, si aspetta che vengano completati e consegnati appartamenti di edilizia privata e, per quanto riguarda il centro storico di Amatrice, si attende di affidare l’incarico per la redazione del Piano di ricostruzione.

Si attende, appunto. E tutto sommato, dopo 4 anni, si tirano le fila e si comprende che la ricostruzione è sostanzialmente ferma. Convivere con il dolore è già di per sé una tragedia, figurarsi con la mancanza di servizi, di strade e, spesso, perfino di un’abitazione dignitosa.

Fonti: Regione Lazio – tre nuove ordinanze /  Regione Lazio – sopralluoghi cantieri 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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