La National Trust inglese pianterà 20 milioni di alberi nei prossimi 10 anni nei suoi parchi

La National Trust, la storica organizzazione che lavora per conservare e proteggere l’eredità storica e naturale del Regno Unito, pianterà 20 milioni di alberi nei suoi territori nel prossimo decennio con l’obiettivo di raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2030.

Allo scoccare del suo 125esimo anniversario, quindi, l’ente benefico britannico promette per la fine dei prossimi dieci anni nuovi alberi e una rigenerazione naturale dei boschi (come il ripristino e la conservazione di torbiere e boschi di torba) che andranno a coprire più di 18mila ettari, un’area una volta e mezza più grande di Manchester. Significherà che il 17% in più del territorio di cui si occupa il National Trust sarà alberato, rispetto al 10% attuale.

L’attenzione sarà focalizzata sulla semina dei terreni agricoli e dei parchi, anche nelle aree montane, che la National Trust  possiede e il 17% è in particolare la proporzione di terra in tutto il Regno Unito che la commissione per i cambiamenti climatici (CCC) ha raccomandato dovrebbe essere forestale se il Regno Unito dovesse raggiungere il suo obiettivo di zero netto 2050.

“I boschi aiutano la prevenzione delle inondazioni, forniscono un habitat naturale per ogni tipo di natura e fauna selvatica e fanno da sfondo alle avventure delle generazioni future”, ha dichiarato il direttore generale del National Trust Hilary McGrady, secondo cui il nuovo governo “deve presentare un progetto di legge sull’ambiente con obiettivi ambiziosi”.

L’associazione benefica ha in programma di lavorare con altre organizzazioni per creare “corridoi verdi” che colleghino le persone delle aree urbane alla natura.

Essendo la più grande organizzazione benefica europea per la conservazione, abbiamo la responsabilità di fare tutto il possibile per combattere i cambiamenti climatici, che rappresentano la più grande minaccia per i luoghi, la natura e le collezioni a cui teniamo”, ha affermato McGrady.

Le persone? Hanno bisogno della natura ora più che mai. Se riprendono un contatto primordiale con essa, potranno riscoprire il valore intrinseco di gesti così semplici. Lavorare insieme è l’unico modo per invertire il declino che stiamo vivendo e vincere le sfide che affrontiamo a causa dei cambiamenti climatici.

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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