Sprechi alimentari: i trucchetti che ti faranno risparmiare soldi e cibo già da oggi

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Cosa fare contro lo spreco alimentare? Come comportarci per non buttare via cibo ancora commestibile? Si tiene oggi, 29 settembre, la prima Giornata Internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari (International Day of Awareness for Food Losses and Waste), l’occasione buona per dare risposta concreta alle nostre domande tramite una serie di eventi per comunicare a livello globale l’urgente necessità di ridurre le perdite.

Istituita nel 2019 dalla Fao, l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), per sensibilizzare sia i cittadini che le istituzioni sulla centralità della questione degli sprechi e sulle possibili soluzioni, questa Giornata si svolge in un contesto in cui una pandemia globale minaccia proprio la sicurezza alimentare e la nutrizione di milioni di persone e le perdite e gli sprechi alimentari aumentano a causa delle limitazioni al movimento delle persone e al trasporto di merci.

E non solo: al di là dell’emergenza sanitaria, si stima siano 1,3 i miliardi di tonnellate di cibo sprecato a livello mondiale senza nemmeno che arrivi a tavola. Ogni anno circa il 14% della produzione globale di cibo va perduta prima di raggiungere gli scaffali. Le perdite alimentari hanno un costo stimato annuo di 400 miliardi di dollari, mentre perdite e sprechi alimentari generano l’8% delle emissioni globali di gas serra.

Lo spreco alimentare in Italia

Quanto all’Italia, non siamo certamente messi meglio, anche se molte abitudini stanno decisamente cambiando: se da un lato qui da noi lo spreco alimentare domestico pesa più di 500 grammi a settimana per ogni cittadino, pari a oltre 25 chili di cibo gettati ogni anno, dall’altro proprio la quarantena della scorsa primavera avrebbe generato un cambiamento positivo nelle abitudini.

Secondo un’indagine di Altroconsumo (che ha svolto due indagini sullo spreco alimentare, interpellando un campione di italiani distribuiti come la popolazione generale di età 30-74. La prima – gennaio/febbraio – ha coinvolto 1.822 persone, la seconda – 16/17 aprile su 1.044 persone), infatti, il 41% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto le quantità di cibo sprecato, anche grazie a comportamenti più attenti: il 38% ha compilato più spesso la lista della spesa, il 37% ha pianificato con più metodicità i pasti e il 32% ha riutilizzato più spesso gli avanzi. Mentre nella prima parte dell’anno solamente il 42% degli italiani aveva dichiarato di non sprecare cibo in casa, ad aprile il dato è salito fino al 68%.

sprechi alimentari italia

©Altroconsumo

Quali trucchetti fanno risparmiare cibo (e denaro)?

Secondo Altroconsumo, prima di fare la spesa il 50% degli italiani non ha l’abitudine di pianificare i pasti per i giorni successivi, il 33% di compilare la lista della spesa e il 22% di controllare cosa ha già in casa. Inoltre, arrivata al supermercato, 1 famiglia su 4 compra spesso alimenti che non aveva previsto, quasi 1 su 10 finisce per comprare troppo cibo a causa delle promozioni e il 7% per acquisti di impulso.

Rientrato a casa, un italiano su tre non ripone gli alimenti in modo da consumare prima il cibo più vecchio con il risultato che il 32% dichiara di buttare alimenti non consumati in tempo e il 20% perché conservato male. Anche una pianificazione superficiale dei pranzi e delle cene alimenta le occasioni di spreco: il 20% degli intervistati dichiara di gettare il cibo perché ne ha acquistato troppo.

Ci sono anche altri fattori che influiscono sul “food waste”: il 39% dei rispondenti sprecherebbe meno cibo se avesse più opportunità di acquistare alimenti sfusi e il 56% ritiene che la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” andrebbe modificata per chiarire meglio che i prodotti possono essere consumati in sicurezza anche oltre la data indicata.

Diverse le motivazioni che portano allo spreco alimentare quando si mangia fuori casa: 3 italiani su 4 non hanno la possibilità di ordinare porzioni ridotte nella maggior parte dei bar e ristoranti che frequentano con il risultato che al 48% capita di avanzare del cibo nel piatto, ma solo 1 su 4 chiede sempre o spesso di poterlo portare via, principalmente  perché ritiene che la quantità di cibo avanzato sia troppo poca (57%), per imbarazzo (46%) o per scomodità (29%).

Le iniziative della Giornata

spreco alimentare

©ONU

Da una maratona via web alla app Too Good To Go che permette di ordinare i piatti antispreco di famosi chef, accompagnati dalle loro ricette, la giornata di oggi è interamente dedicata a una concreta riflessione sullo spreco alimentare e sulle strategie volte a contrastarlo.

“Zero Waste Global Convivium” il nome dell’iniziativa che si tiene via web in formato digitale sui canali di Future Food Institute fino alle 16 di oggi: nel corso della maratona si può viaggiare virtualmente tra laboratori, cucine, case e sedi istituzionali di tutto il mondo, seguendo un approccio multidisciplinare e multiculturale.

Ad essere connessi saranno infatti connessi ricercatori, chef, innovatori e figure istituzionali da tre diversi continenti che affronteranno delle problematiche legate agli sprechi e delle azioni collettive e cooperative da stimolare a livello internazionale per rispondere al quadro comune dell’Agenda 2030 ONU per lo Sviluppo Sostenibile.

Un altro evento virtuale è quello promosso dalla European Food Bank Federation a cui partecipa anche il Banco alimentare italiano: è l’iniziativa dal titolo Food, No Waste! Banchi alimentari europei: risposte concrete per le persone, per il pianeta!”, un’occasione per scoprire la realtà della Rete Banco Alimentare, visitare un magazzino virtuale in 3D e leggere interessanti documenti.

Infine, l’app contro lo spreco alimentare Too Good To Go riunisce 11 chef della ristorazione italiana, da Carlo Cracco a Heinz Beck, che mettono a disposizione delle “Chef Box” con il loro piatto antispreco, accompagnato dalla ricetta. Basta prenotare il piatto stellato sulla app per ritirarlo direttamente al ristorante, accompagnato dalle istruzioni per realizzarlo.

Fonte: ONU

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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