#EarthDay: salviamo il suolo, non solo oggi! (PETIZIONE)

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Sabato 22 aprile, torna l’appuntamento con l’Earth Day, la Giornata della Terra. È vero, non dobbiamo celebrare il nostro pianeta e riprometterci di rispettarlo un giorno all’anno, ma quotidianamente. Ma oggi concediamoci qualche istante in più e a parte i consueti gesti attiviamoci per dare una mano a Madre Terra.

A partire dal suolo. Ogni giorno, solo, in Europa vengono degradati 500 ettari di terra fertile. Manca infatti una direttiva per proteggere il suolo. Per questo in occasione dell’Earth Day possiamo dire stop al consumo di suolo, con la petizione europea #SALVAILSUOLO.

Una task force internazionale formata da 500 associazioni ha lanciato un appello al presidente della Commissione europea Claude Juncker chiedendo di fermare il degrado di suolo a livello globale entro il 2030, con politiche comunitarie importanti, con norme vincolanti per gli Stati Membri, che riconoscano al suolo lo status di “bene comune” proprio come l’aria e l’acqua.

In Italia la task force è formata da ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, LIPU, Slow Food e WWF e punta il dito anche sulla grave empasse del progetto di legge nazionale contro il consumo di suolo, da tre anni rimpallato dalle commissioni delle due Camere e, da 11 mesi, fermo al Senato:

“L’Italia per una volta poteva essere capofila europea, come primo Paese a darsi regole per il contenimento del consumo di suolo, ed invece quel provvedimento, che pareva sospinto da consenso unanime, sembra essersi infilato in un tunnel di cui ancora non si vede la fine”.

earth day italia definitivo

Cosa possiamo fare?

In occasione dell’Earth Day, ma anche nei giorni successivi, si potrà sottoscrivere l’Iniziativa dei Cittadini Europei e l’appello all’Ue. Il traguardo da raggiungere è un milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre prossimo, ma ne servono 54mila per raggiungere il quorum in Italia.

“Approfittando dell’occasione offerta dalla Giornata della Terra, organizzeremo banchetti per tutto il fine settimana, coinvolgendo tutta la rete associativa, dalle città a piccoli comuni – dichiara Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente -. L’obiettivo è quello di raccogliere quante più firme possibile, ognuna di queste può davvero fare la differenza per fermare la cementificazione. Ma per vincere una battaglia così complessa è necessario spiegare bene ai cittadini che cosa comporta il consumo di suolo, un processo sostanzialmente irreversibile, e come nel nostro paese, per esempio, il territorio sia la risorsa più scarsa e quindi più preziosa”.

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Sicurezza alimentare, conservazione della biodiversità e regolazione dei cambiamenti climatici dipendono anche dalla tutela del suolo.

Per sottoscrivere l’appello, clicca qui

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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