Compleanno biologico e OGM free per Michelle Obama

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Ieri Michelle Obama ha compiuto 46 anni. Per festeggiare il primo compleanno da first lady, suo marito Barack ha organizzato una festa a sorpresa nell’unico ristorante di Wahington che che può vantare di offrire solo prodotti biologici certificati e OGM free, ottenuti cioè senza l’utilizzo di organismi geneticamente modificati nelle coltivazioni, né quello di ormoni negli allevamenti, entrambi vietati in Italia, ma permessi negli Stati Uniti.

Stando a quanto diffuso dall’ufficio stampa della Casa Bianca, alla “cena ecologica a sorpresa” hanno partecipato un numero ristretto di invitati: la mamma di Michelle, Marian Robinson, l’amica e il consigliere speciale del presidente Valierie Jarret, il ministro della Giustizia Eric Holder e consorte e alcuni amici di Obama arrivati per l’occasione da Chicago. Le figlie Sasha e Malia sono state invece lasciate a casa.

Il ristorante in questione è il Nora situato nei pressi di Dupont Circle e promuove “una cucina americana fondata su prodotti biologici“, un tema che, come manifestato in diverse occasioni, è particolarmente caro alla first lady, impegnata in prima linea a promuovere in America una nuova cultura del cibo.

L’abbiamo vista piegata in due a curare il suo leggendario orto biologico alla Casa Bianca o impegnata a fare la spesa nei farmers market fatti istituire proprio vicino la residenza oltre ad organizzare diverse iniziative nelle scuole. Il tutto nella convinzione che “Mangiare sano non significa solo stare meglio, ma anche risparmiare“.

Per questo, Michelle ha annunciato che lancerà nel 2010 un programma contro l’obesità per educare al cibo i tanti americani (oltre il 30%) che hanno problemi di sovrappeso ed insegnare loro a mangiare meglio.

Una cena che vuole essere di esempio dunque, e che, anche secondo la Coldiretti, “potrebbe significare un cambiamento nella politica agricola americana che fino ad ora ha promosso la diffusione di organismi geneticamente modificati (Ogm) e difeso l’utilizzazione di ormoni negli allevamenti vietati in Europa.

Ma non solo. Secondo l’associazione, infatti, questa svolta biologica promossa dai coniugi Obama, potrebbe rappresentare anche “un’ opportunità di mercato per l’agricoltura italiana che, leader in Europa per la qualità, con il maggior numero di imprese impegnate nel biologico (50mila), ha fatto la scelta di mantenere le proprie coltivazioni libere dalle contaminazioni degli Ogm.

Forse, almeno in questo caso, “Yes, we Can“.

Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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