Che cosa sanno gli alberi? “L’incanto e il tormento” delle foreste al centro dei Colloqui di Dobbiaco 2019

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Torna, dal 27 al 29 settembre nel centro dell’Alta Pusteria, lo storico laboratorio di idee per una conversione ecologica.

Aprirà la manifestazione Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici. Tra gli ospiti anche Lutz Fähser, Senior Forestry Director ed ex capo del dipartimento forestale della città anseatica di Lubecca, in Germania, che presenterà il suo avanguardistico progetto Stadtwald Lübeck. Si parlerà poi di Wood Wide Web (l’internet della natura) e della campagna internazionale dei giovani attivisti di Plant for the Planet, per piantare mille miliardi di nuovi alberi in tutto il mondo, delle conseguenze dei cambiamenti climatici nell’arco alpino e delle best practices internazionali nella gestione dei boschi.

Entrare nel mistero degli alberi, per analizzare il rapporto che lega da sempre l’uomo alle foreste. Partendo da quelle delle Alpi, sempre più a rischio per le conseguenze dell’intervento umano e dei danni causati dai cambiamenti climatici, ma ancora per fortuna argine prezioso contro l’effetto serra e la CO2.

Si parlerà proprio di “Incanto e tormento” delle foreste ai Colloqui di Dobbiaco 2019, laboratorio d’idee per una svolta ecologica che torna nel centro altoatesino dal 27 al 29 settembre 2019, continuando come ogni anno ad affrontare le tematiche ambientali di maggior rilievo proponendo di pari passo delle soluzioni concrete. Qual è il ruolo della forest landscape restoration, che il governo tedesco ha lanciato con la Bonn Challenge nel 2011 per rigenerare 150 milioni di ettari di terre degradate? E i giovani di Plant-for-the-Planet e Future for Friday, sono una moda passeggera o è finalmente emersa la strada della salvezza per il problema più grande che l’umanità deve affrontare in questo secolo?

L’intelligente gestione del rapporto tra uomo e ambiente (a partire dalle foreste) sarà al centro di uno degli appuntamenti più attesi alla manifestazione altoatesina, l’incontro con Lutz Fähser, Senior Forestry Director ed ex capo del dipartimento forestale della città anseatica di Lubecca, in Germania, che con il suo avanguardistico progetto Stadtwald Lübeck ha plasmato una foresta comunale di 4.600 ettari.

Con una gestione, secondo il principio della “protezione integrata dei processi”, che ha portato a raddoppiare il valore economico di questi alberi nel giro di 25 anni. In Alta Pusteria Fähser presenterà il suo progetto, considerato tra le principali best practices internazionali nella gestione del rapporto, a volte complicato, tra tutela della natura e sua “gestione” da parte dell’uomo. Sul modello dei giovani attivisti di Fridays for Future, a Dobbiaco interverranno poi i loro coetanei di Plant for the Planet, l’associazione di under 21 che in tutto il mondo – e da 3 anni anche in Italia – si sta adoperando per piantare nuovi alberi (l’obiettivo è raggiungere mille miliardi di unità), guidati dallo slogan “Basta parlare, iniziamo a fare”.

Oltre a piantare gli alberi e aumentare la superficie delle foreste, però, è indispensabile lavorare sulla cura delle foreste, ed è quindi necessaria una profonda conoscenza del regno vegetale. Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici, aprirà i Colloqui di Dobbiaco con le sue riflessioni su Alberi sapienti – antiche foreste, osservando che spesso “percepiamo gli alberi come esseri inanimati, privi di sensibilità. Più che individui oggetti da tagliare, estirpare o piantare a seconda dei nostri desideri. Attenzione però, non si può salvare il mondo con la stessa razionalità strumentale che ci ha condotto in questa drammatica situazione”.

Non mancano anche segnali ambivalenti, a cui la manifestazione altoatesina darà rilievo. “Se da un lato continuiamo a parlare di deforestazione in aumento – sottolinea Rossella Guerrieri, ricercatrice post-laurea al CREAF, Centre for Ecological Research and Forestry Applications di Barcellona, attesa a Dobbiaco sabato 28 settembre – dall’altro abbiamo anche foreste che avanzano, un fenomeno attribuito in buona parte all’effetto fertilizzante della CO2, che però si scontra con la mortalità diffusa degli alberi associata alla siccità estrema”. Alberi che comunicano e si relazionano tra di loro e che sono i protagonisti di una ragnatela interattiva, un sistema di comunicazione senza centrale che somiglia a internet, il wood wide web, l’internet della natura. Una consapevolezza, sulla natura della relazione tra gli alberi, a cui deve corrispondere anche un cambio di prospettiva dell’uomo nei confronti della natura e dei boschi, al centro dell’intervento del biologo e filosofo Andreas Weber.

La biodiversità – questo il tema della prof.ssa Ulrike Tappeiner, direttore dell’Istituto per l’ambiente alpino al Centro di ricerca EURAC – è una questione di rispetto per la natura, di sostenibilità ambientale ma anche economica per il futuro dei vigneti, dei frutteti e pascoli nello spazio alpino. “Nei gruppi di lavoro che si alterneranno ai Colloqui di Dobbiaco – sottolinea Karl-Ludwig Schibel, coordinatore della manifestazione – saranno presentati alcuni approcci alla pedagogia forestale: osservazione, fotografia, percezione sensoriale e meditazione.

Arrivando in chiusura a chiederci cosa fanno la scienza e l’amministrazione forestale per proteggere la gloria delle foreste dal tormento dei cambiamenti climatici”. Sarà questa anche la domanda – come gestire in modo sostenibile l’ambiente montano? –  che la giornalista Silvia Zamboni porrà a tre esperti nella tavola rotonda conclusiva.

Qui il programma completo.

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