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Domani 2 giugno torna in piazza il popolo dell'Acqua. A quasi un anno esatto dalla straordinaria vittoria al referendum che ha visto una partecipazione sociale senza precedenti e nel giorno dedicato alla Festa della Repubblica, i Comitati dell'Acqua Bene Comune vogliono tornare a farsi sentire per far applicare finalmente la volontà popolare.

"La Repubblica siamo noi" è lo slogan con il quale scenderanno in piazza per ribadire al Governo Monti la necessità di riconoscere i risultati referendari, smettendo di emanare normative per riconoscere la gestione dell'acqua agli interessi privati o tariffari che continuano a garantire i profitti ai gestori. Contravvenendo alla reale democrazia e volontà popolare che si è espressa lo scorso anno.

"Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. - si legge nella nota stampa dei comitati - Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l'unica funzione rimasta ad un "pubblico", che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari".

Al fianco del Forum italiano dei movimenti per l'acqua domani a Roma ci sarà anche Legambiente che per promuovere le buone pratiche di gestione dell'acqua sul territorio e auspicare l'applicazione dei risultati referendari, ha inviato una lettera ai sindaci di tutti i comuni con una serie di azioni che le amministrazioni locali possono adottare per farsì che una nuova politica delle acque sia applicata in tutto il Paese.

"Lo straordinario successo ai referendum del 12 e 13 giugno 2011 ha aperto una nuova stagione in Italia sul tema dell'acqua bene comune, segnando una svolta e riaprendo concretamente il dibattito sul ruolo del pubblico e sulla rilevanza dei beni comuni" dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. "La vittoria del sì ha permesso di respingere la deriva della privatizzazione – prosegue – occorre mettere in pratica da subito il concetto di acqua bene comune, fondamentale per ogni forma di vita sul pianeta, con un utilizzo che risponda a criteri di pubblica utilità e di solidarietà e, in nessun modo, a logiche di profitto. Al tempo stesso bisogna essere consapevoli che affidare la gestione dell'acqua a soggetti pubblici è solo il primo passo. Gli enti locali devono impegnarsi ora affinché la gestione del servizio idrico sia efficiente, efficace ed economica".

L'appuntamento è quindi domani, 2 giugno ore 15 in (e non poteva essere altrimenti) Piazza della Repubblica.

Neanche i tragici eventi sismici fermeranno il popolo dell'acqua: “In difesa dei referendum, per l’acqua, i beni comuni e la democrazia”, nell’esprimere il proprio dolore e la propria solidarietà alle popolazioni colpite, confermano l’appuntamento e le ragioni che lo hanno promosso". "Saremo in Piazza per affermare con convinzione che 'La Repubblica siamo noi', le donne e gli uomini che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni". Conclude il comitato.

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