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L'Italia vuole cambiare strada: l'appuntamento è oggi alle 15.00 ai Fori Imperiali di Roma per la prima bicifestazione nazionale di #salvaiciclisti.

"Voglio liberarmi dal traffico, voglio smettere di essere ostaggio del prezzo della benzina, voglio sentirmi libero di vivere la città, voglio vedere la gioia dei miei figli mentre giocano in strada, voglio più spazio per vivere, voglio città a misura di bicicletta". Questo l'appello di Pio La Bici, il leader di #Salvaiciclisti, per l'appuntamento di oggi pomeriggio ai Fori Imperiali, la "bicifestazione" nata per ribadire che bisogna tornare a vivere le strade e tutti gli spazi collettivi come luoghi sereni fatti per le persone.

Partita dal basso, grazie a twitter e al web, la campagna "Salvaiciclisti", gemella rispetto a quella, originaria, di Londra "Cities fit for cycling" lanciata dal Times dopo la morte di un giornalista-ciclista, sta diventando ogni ora che passa un piccolo miracolo di mobilitazione, con quasi 20mila adesioni on-line. Tutto pronto, allora, per il grande evento che si aprirà alle ore 15.00 di oggi pomeriggio ai Fori Imperiali, in nome della sicurezza stradale per chi usa la bici in città. Un appuntamento che per la prima volta vedrà due grandi metropoli continentali mobilitarsi, Londra e Roma, portando in contemporanea in piazza un'iniziativa trasversale per una mobilità ecologica e l'adozione di misure per una maggiore sicurezza stradale.

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Per iniziare, allora, chiunque avesse voglia di pedalare può unirsi a uno dei gruppi che, dopo un giro turistico per il centro di Roma, confluiranno ai Fori Imperiali entro le 15.00. Il programma in piazza prevede, fino alle 15.45, quando cioè prenderanno il microfono i coordinamenti locali di #Salvaiciclisti, musica, intrattenimenti e giochi per i più piccoli. Alle 16.30, poi, ci sarà il flash mob "tutti giù a terra" con la bicicletta, per ricordare la strage di ciclisti, con 2.500 persone uccise sulla strada in meno di dieci anni. Alle 16.35 verranno annunciati i prossimi appuntamenti di #Salvaiciclisti, mentre alle 17.00 i partecipanti saranno liberi di sciamare in allegria per le strade di Roma, quando i ciclisti defluiranno dal luogo della manifestazione per andare in un posto che verrà reso noto solo oggi pomeriggio. Pio La Bici, infine, chiederà simbolicamente l'asilo politico all'Ambasciata del Regno Unito a Porta Pia alle 17.30.

E siccome, come si spera, in piazza ci saranno tantissime persone, il movimento, felice dell'interesse suscitato e onorato delle numerose richieste di adesioni, chiede che venga rispettata la sua fondamentale indipendenza politica. "La manifestazione è aperta a tuttispiega una nota - ma i partecipanti sono caldamente invitati a lasciare a casa simboli, manifesti e bandiere di partiti, liste civiche o movimenti, nel rispetto reciproco che chiediamo sulle strade italiane". La manifestazione sarà statica e si svolgerà in una piazza che deve accogliere tutti, pedoni e bambini piccoli che ancora non sanno andare in bici e quelli che venendo dalle altre città italiane, non si sono potuti portare la bici perché il treno non lo permette, non serve una bicicletta, ma solo buon senso. Tutti i partecipanti, infine, sono invitati a portare un campanello per dare voce alla propria gioia. "Le previsioni del tempo parlano di 29° e di sole", avverte #Salvaiciclisti, meglio allora portare anche un cappello e dell'acqua.

La manifestazione è ampiamente sostenuta da Legambiente, che da anni sostiene l'importanza di una mobilità più green e l'adozione di giuste misure per una maggiore sicurezza stradale. "Quella di #Salvaiciclisti è una mobilitazione straordinaria, spontanea, trasversale, creativa e a tratti anche poetica –spiega Alberto Fiorillo, responsabile nazionale Aree Urbane Legambiente- purtroppo nelle nostre città muoiono ogni anno mille persone, tra ciclisti e pedoni, investite da veicoli a motore, un quarto del totale dei morti in incidenti stradali. La politica sta ora discutendo l'ipotesi dell'introduzione del reato di omicidio stradale. Provocatoriamente si potrebbe suggerire un ragionamento anche sul reato di complicità in omicidio stradale a carico di tutti quegli amministratori pubblici che sanno quali possono essere le mosse per abbassare del tutto la mortalità in incidenti eppure si guardano bene dal metterle in pratica".

Ecco perché essere il 28 aprile a Roma è un dovere morale per tutti coloro che si sono lamentati almeno una volta dell'insostenibilità delle nostre strade. È in gioco la vostra vita e il futuro del vostri figli, ma "il momento per puntare i piedi e cambiare direzione è adesso", spiega il movimento, e non ci sarà una seconda possibilità. Allora, non avete più scuse per non esserci: ci vediamo tra qualche ora in Via dei Fori Imperiali, a Roma.

Roberta Ragni

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