Salone del Mobile: gli appuntamenti da non perdere del Fuorisalone 2012

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Immancabile come ogni anno, si alza il sipario sul Salone del Mobile di Milano. Ormai non ci si domanda più, parafrasando Nanni Moretti, se "è meglio andare e rimanere in disparte o se non andare proprio": bisogna esserci, a tutti i costi. E per assolvere al dovere istituzionale di dare spazio a chiunque voglia, per una settimana, testimoniare il proprio piccolo o grande legame con il design, la città di Milano riscopre quartieri e inventa nuovi poli della creatività. Brera, Porta Romana, Porta Venezia si aggiungono alle ben note Zona Tortona e Lambrate. Il Fuorisalone, come da sempre si chiama il circuito degli eventi off, fagocita l'originaria fiera e si espande a macchia d'olio sulla mappa di Milano.

Anche i principi della sostenibilità, a loro modo, innaffiano il design contemporaneo. E le numerose iniziative che si accalcano sotto il cappello green ne sono una testimonianza. In alcuni casi sigillano attività di lungo corso che qui trovano occasione di visibilità, in altri sono eventi che portano agli occhi del grande pubblico processi in fieri, capaci di trovare spazio proprio in virtù di una nuova sensibilità nei confronti dell'ambiente e della società.

A guidarci alla scoperta dei principali appuntamenti sarà la cartina di Milano. Si comincia partendo da Sud.

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Porta Romana è un polo decisamente nuovo della città, che da un paio di anni ha trovato ragion d'essere nella presenza della Cascina Cuccagna: un modello di recupero architettonico e un laboratorio attivo per favorire l'inclusione e la partecipazione territoriale. Dal 16 al 21 aprile ospita, in collaborazione con Best Up! circuito per la promozione dell'abitare sostenibile GOODESIGN – lavorare bene, abitare meglio: una selezione di 50 aziende e designer che, attraverso la produzione di idee e progetti, accolgono i grandi cambiamenti che la nostra società affronta.

Parallelamente, la Cascina si rende location ideale per parlare di riqualificazione di spazi urbani, un tema che verrà esplorato attraverso incontri e dibattiti promossi dalla start up web [im]possible living, specializzata nel fornire servizi alle persone che su scala locale cercano di sollevare, discutere e, potenzialmente, risolvere in maniera creativa problemi di questo genere.

Poco più su, potete affacciarvi ai Chiostri dell'Umanitaria, una suggestiva location che per l'occasione ospita il Museo della Materia, curato e promosso da Oikos, una delle aziende leader nella produzione di colore e materia per l'architettura che da tempo lavora in modo innovativo e sensibile con i materiali, le tecniche e le finiture.

Rimanendo ancora sul fronte periferico della città vale la pena fare un salto a Lambrate, considerata ormai la vera zona cool del Salone del Mobile di Milano. Qui a farla da padrone è Ventura Lambrate, il progetto dedicato ai giovani designer dell'Europa del Nord, che portano in città tutta la freschezza del loro approccio ibrido, oscillante tra tradizione e innovazione, artigianalità e industria, sempre ben centrato sulla sostenibilità progettuale e produttiva.

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Da quest'anno prendono vita anche le caratteristiche vie del quartiere Brera. Qui spicca il progetto di Valcucine che mette in mostra il suo sogno: un mondo senza rifiuti. In linea con la filosofia del nuovo marchio Demode Engeneering, la nota azienda di arredamento ospita alcune realtà artigianali e non, per far riparare, riciclare, riutilizzare e ripristinare i prodotti che le persone vorranno portare. Proseguendo nei paraggi si arriva nell'elegante Via Garibaldi dove Change up! altra associazione specializzata nella divulgazione di pratiche sostenibili adotta il designer Giorgio Caporaso e ne espone le creazioni. Impegnato da anni nella progettazione di oggetti di arredamento in cartone e legno certificato FSC, Caporaso si colloca nel filone dei designer che hanno fatto della ricerca di materiali sostenibili un loro cavallo di battaglia, senza mai fare a meno della ricerca dell'estetica e della funzionalità del prodotto.

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Bisogna spingersi verso Nord per arrivare invece alla Fabbrica del Vapore, centro polifunzionale che ospita tradizionalmente mostre ed eventi. È qui che trovano spazio i prodotti degli oltre cento autoproduttori che si riconoscono nel manifesto Milanosiautoproduce, un'iniziativa partita in sordina lo scorso anno, ma che con il sostegno del designer – guru Alessandro Mendini e l'avvallo del Comune di Milano, intende portare alla luce tutte quelle realtà laboratoriali che animano la città (dalle botteghe artigiane agli studi di design, dai garage dei designer digitali alle gallerie). L'esperimento porta alla ribalta una dimensione del design sempre più ricorrente, che alla produzione industriale avvicina una produzione in serie limitata che valorizza la ricerca sui materiali e una particolare attenzione alla sostenibilità del processo produttivo stesso.

Di passaggio all'interno della Fabbrica del Vapore è possibile allungare lo sguardo anche verso alcuni degli esempi raccolti da Low Cost Design il progetto a cura di Daniele Pario Perra che raccoglie cinquecento esempi di design inconsapevole, ovvero oggetti e strutture relativi a cambi d'uso o manufatti spontaneamente modificati dall'azione delle persone. Già pubblicato in forma di catalogo, diventa, in occasione del Salone del Mobile, una mostra itinerante che tocca anche Via Procaccini 4 e Via Farini DOCVA.

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Infine, arriviamo nell'immancabileZona Tortona. Un po' snobbata dagli intenditori e dai coolhunter, questo quartiere della città rappresenta la vetrina del design show. Le vie invase dai turisti del design e dai ragazzi dello struscio, rimangono tuttavia un luogo in cui trovare tante idee. A partire da Ortofabbrica, un evento che mette al centro dell'attenzione la cultura del recupero dei materiali e una produzione che rispetti la natura utilizzando prodotti naturali per ottenere pezzi di arredamento ecosostenibile. Potete proseguire andando a visitare l' Eco-ntamination Lab, spazio ideato da Equology Ethic Competence che raccoglie aziende di design, moda e food che, con le proprie marche e collezioni, propongono un nuovo modo di vivere la città. Se non riusciste a vederlo però non affrettatevi perché lo spazio vivrà anche dopo la kermesse del Salone e sarà disponibile a più accurate visite.

Pamela Pelatelli