vinitaly-2012

95 metri quadrati di esposizione e oltre 4 mila espositori. Sono questi grandi numeri di Vinitaly 2012, la prima fiera al mondo per il settore del vino e dei distillati, che mai come quest'anno strizza l'occhio al biologico e all'ecosostenibilità. Una quattro giorni partita ieri a Verona che volgerà al termine mercoledì 28 marzo. Sarà perché è stato approvato il regolamento europeo sulla vinificazione biologica, sarà per l'attenzione crescente dei viticoltori, fatto sta che sono tante le iniziative e gli stand da non farsi assolutamente scappare.

Come quello del PON Sicurezza, il Programma gestito dal Ministero dell'Interno e cofinanziato dall'Unione Europea, che partecipa per far conoscere i propri interventi. Oggi in Italia sono infatti 11.982 i beni sottratti alle mafie. Di questi, 9.744 (l'82,22% del totale) si trova nelle 4 regioni Obiettivo Convergenza: 5.221 in Sicilia, 1.819 in Campania, 1.695 in Calabria e 1.009 in Puglia. "Il loro recupero è uno strumento di straordinaria efficacia nella lotta alla criminalità organizzata. Inoltre, riutilizzare questi beni in modo produttivo significa creare ricchezza e opportunità di lavoro", spiega il PON Sicurezza, che fino a oggi ha stanziato 61 milioni di euro per interventi di riqualificazione per far tornare a vivere i beni confiscati in nome della legalità.

"Recuperando i beni dei mafiosi per reinserirli nel circuito produttivo legale - dichiara l'Autorità di gestione del PON sicurezza e vice capo vicario della Polizia, prefetto Nicola Izzo - il PON Sicurezza favorisce lo sviluppo delle regioni Obiettivo convergenza. Il nostro scopo è dare impulso alla crescita, creare opportunità di lavoro e promuovere la legalità in regioni in cui la presenza della criminalità ha a lungo ostacolato lo sviluppo. Oggi – continua il prefetto Izzo – i giovani che lavorano nelle aziende nate sulle terre confiscate hanno l'opportunità di far conoscere la parte migliore di questi territori: i prodotti della terra, le bellezze naturalistiche e la loro stessa voglia di cambiare nel segno della legalità".

E a Vinitaly sarà presente anche l'annata 2011 del Biancodarco, il primo Frascati superiore DOC da agricoltura biologica senza solfiti, prodotto nell'ambito del progetto "Sviluppo e trasferimento di sistemi innovativi di produzione per la qualità e salubrità al consumo di vini dei Castelli Romani - Applicazione combinata di prodotti enologici e tecnologie di vinificazione per limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo", promosso e realizzato da FederBio con il contributo della Regione Lazio e l'apporto scientifico dell'Università della Tuscia. Il progetto ha studiato esperimentato prodotti enologici e tecnologie di produzione e conservazione dei vini in alternativa alla SO2, in virtù della convinzione che la riduzione dei solfiti, sostanza allergenica e tossica per l'uomo, in vinificazione può rappresentare punto di forza per molte cantine, non soltanto biologiche.

A Vinitaly non poteva mancare, poi, la voce di Coldiretti, che ha messo relazione il disegno di legge sulla riforma del lavoro appena varato dal Governo Monti, su proposta del ministro del Lavoro Elsa Fornero, e il comparto del vino italiano. Questa "colpisce il vino italiano con l'annunciata modifica del regime dei buoni lavoro (voucher) che sono stati introdotti per la prima volta proprio con la vendemmia 2008 e da allora (1/8/2008) ne sono stati utilizzati complessivamente circa 2 milioni solo per i lavoratori del settore vitivinicolo, che ne risultano essere i principali utilizzatori", afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Ma Coldiretti, con un'analisi presentata alla Fiera, fa sapere anche che gli italiani hanno speso di più per acquistare acqua che per il vino, i cui consumi sono ulteriormente calati dell'uno per cento a meno di 40 litri per persona in un anno, praticamente dimezzati rispetto a 30 anni fa. L'acquisto dell'acqua minerale con 19 euro al mese per famiglia è diventato, infatti, la prima voce di spesa del bilancio familiare per le bevande e supera quella per il vino stimata pari a 18 euro nel 2011.

"Il calo nei consumi nazionali - sottolinea la Coldiretti - è evidenziato anche dal fatto che nel 2011 si è addirittura bevuto più vino italiano all'estero che in Italia: sono stati esportati 24 milioni di ettolitri di vino a fronte di una produzione nazionale stimata di poco superiore a 40 milioni di ettolitri, la più contenuta degli ultimi 60 anni. Il risultato è che sono aumentate del 42 per cento le importazioni di vino straniero in Italia che nel 2011 hanno raggiunto un quantitativo record di 2,45 milioni di ettolitri, il massimo storico". Più della metà del vino importato in Italia viene dalla Spagna che ha triplicato in un solo anno le sue spedizioni verso il belpaese e per oltre l'80 per cento si tratta di vino sfuso.

Proprio per questo occorre continuare in sede comunitaria la battaglia per la trasparenza per obbligare, come già avviene per l'indicazione di raccolta delle uve, anche ad indicare l'aggiunta di zuccheri non provenienti dall'uva, il cui impiego peraltro con i cambiamenti climatici è sempre meno giustificato. Se il vino italiano è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni anche per effetto dei cambiamenti climatici lo stesso effetto si è avuto anche negli altri Paesi comunitari, come confermano studi che hanno evidenziato addirittura l'emigrazione dello champagne in Gran Bretagna. Insomma, un motivo in più per continuare a scegliere il vino biologico e brindare all'ecosostenibilità.

Roberta Ragni

Per consultare il programma di Vinitaly clicca qui

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