meatoutday

Si celebra oggi negli Stati Uniti e, per risonanza, in tutto il mondo il Meat Out Day, una giornata di astensione dalla carne per motivi etici, ambientali e salutistici, volta a diffondere sempre più capillarmente lo stile di vita di vegetariani e vegani, che rinunciano a nutrirsi di carne e di pesce (e derivati, nel caso dei vegani) nella speranza che la loro scelta possa giovare agli animali ed al Pianeta. Ciò che appare sempre più innegabile è che la scelta di una dieta a base vegetale sia in grado di apportare immediati benefici sulla salute e che l'elevato consumo di carne da parte del mondo occidentale si sta trasformando in una delle cause principali dell'aumento delle emissioni di co2, del fenomeno della deforestazione e della riduzione delle risorse alimentari a cui i Paesi più poveri hanno accesso.

Se le produzione agricola di centinaia di ettari di terreno venisse rivolta alle popolazioni con più scarso accesso alle risorse alimentari anziché agli animali da allevamento destinati alla macellazione si risolverebbe probabilmente nella sua totalità il problema della malnutrizione. Solo il 20% della popolazione mondiale ha accesso regolare alle risorse alimentari. Il 26% della superficie del pianeta è occupata da allevamenti, causa dell'emissione del 18% dei gas serra, come correttamente sottolineato da Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa.

Per la produzione di 1 kg di carne occorrerebbero ben 16 kg di foraggio e 15mila litri d'acqua, mentre ne servirebbero solamente 2mila per ottenere la stessa quantità di grano. Cifre simili dovrebbero immediatamente fare comprendere che la produzione di carne non sia ormai più sostenibile per il nostro Pianeta. Le risorse principali vengono infatti sprecate per la produzione di un alimento che sarà destinato ad una minima parte della popolazione mondiale. Se le risorse destinate agli allevamenti fossero investite nell'agricoltura, il problema della fame potrebbe essere rapidamente risolto.

Inoltre la carne si trova sempre più al centro di indagini scientifiche che ne individuano il consumo come la causa principale per lo sviluppo di alcune patologie a carico dell'apparato digerente, cancro in primis, a causa del suo ingente contenuto di grassi saturi di origine animale. Vegetariani e vegani risultano meno soggetti allo sviluppo non soltanto di tumori, ma anche di malattie come l'osteoporosi, il diabete, l'artrite e l'ipertensione. La minore incidenza in vegetariani e vegani di patologie tumorali, quali la leucemia, è stata oggetto di studi medico-scientifici per 12 anni in Gran Bretagna, che hanno portato a stabilire come chi consumi una bistecca due volte al giorno abitualmente aumenti del 35% il proprio rischio di ammalarsi.

Stati Uniti e Gran Bretagna, tra i Paesi maggiormente colpiti dalle malattie del benessere, sono anche i luoghi in cui la sensibilità verso la scelta vegetariana o vegana si rivela maggiore anno dopo anno. Il primo Meat Out Day venne istituito nel 1985 negli Stati Uniti dall'organizzazione no profit FARM (About Farm Animal Rights Movement) e da 28 anni cade ogni 20 marzo. La giornata di oggi ha visto nei soli Usa l'impegno di centinaia di volontari incaricati di diffondere con numerose iniziative uno stile di vita più sostenibile e salutare basato sulla rinuncia alla carne. Volantini informativi e pietanze vegane sono state distribuite gratuitamente ad oltre 30 mila persone e pare che l'iniziativa abbia ricevuto il sostegno della star Lady Gaga. La Gran Bretagna, dal canto proprio, continua a promuovere il progetto "Meatless Monday", i lunedì senza carne di cui Paul McCartney è il testimonial principale, nella speranza che l'alimento venga gradualmente abbandonato dagli inglesi anche durante il resto della settimana.

Marta Albè

forest bathing sm

Trentino

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