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Se vi recherete a fare la spesa, questo fine settimana, potreste imbattervi in alcune persone che vi chiedono di eliminare, seduta stante, uno degli imballaggi inutili che sicuramente vi ritroverete nel carrello: si tratta dei volontari della campagna "Ridurre si può", promossa da Legambiente in occasione della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti.

Un piccolo gesto concreto per aiutarci a renderci conto di quanto spreco esiste nei nostri acquisti quotidiani e di come sarebbe possibile produrre le stesse merci evitando imballaggi ingombranti e inquinanti. Un invito, questo, rivolto alle catene della grande distribuzione e alle aziende produttrici di beni di consumo che, per prime, dovrebbero adoperarsi per questo cambiamento.

Perché modificare prodotti e comportamenti d'acquisto è realmente possibile, come dimostrano esempi virtuosi di aziende che riducono gli imballaggi o le nuove modalità di fare la spesa, ormai diffuse ovunque: detersivi e prodotti alla spina, frutta e verdura sfusa invece che confezionata in polistirolo e cellophan, acqua del rubinetto e sacchetti biodegradabili o sporte in tela, sono solo alcuni esempi.

E proprio sui sacchetti biodegradabili Legambiente chiede un'attenzione in più, dato che pare vi siano ancora in commercio alcune buste che contengono pericolosi additivi chimici, nonostante il divieto ormai approvato dall'Unione europea: “Diffonderli – commenta il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani -significa vanificare lo sforzo del divieto introdotto e per questo chiediamo al Parlamento di approvare al più presto il disegno di legge governativo per bandire anche questo tipo di sacchetti e permettere di produrre e commercializzare solo buste biodegradabili e compostabili come previsto dalla norma europea EN13432, l’unica in grado di garantire innovazione tecnologica e rispetto dell’ambiente”.

Oltre all'operazione davanti ai punti vendita, l'associazione ambientalista proporrà, nei mercatini del riuso organizzati nelle piazze, l'antica pratica del baratto e organizzerà dimostrazioni sul riciclo creativo di oggetti e materiali all'apparenza inutilizzabili. Attraverso il concorso fotografico "No Pack", inoltre, chiunque potrà scattare un massimo di 3 fotografie che ritraggono gli imballaggi più inutili e assurdi e partecipare alla vincita di una macchina fotografica (per visionare il regolamento, clicca qui).

La riduzione dei rifiuti, problema sempre più presente nella nostra società, parte infatti proprio a monte, dalla produzione di imballaggi e materiali inutili. Il contenimento di questo spreco può iniziare proprio dal singolo cittadino, che opera scelte alternative e riesce a fare a meno di oggetti cui il consumismo e la vita frenetica ci hanno ormai abituato (alimenti monoporzione, guanti e sacchetti per la frutta, scatole di cartone che contengono oggetti che potrebbero tranquillamente essere venduti senza, come tubetti di maionese o dentifricio, ecc.).

Il resto dovranno poi farlo, come sempre, le istituzioni e la legge: “Sono tante le iniziative lodevoli da replicare il più possibile in tutta Italia – ha dichiarato Stefano Ciafani - ma da sole non bastano. Servono iniziative strutturali come richiesto anche dalla nuova direttiva europea sui rifiuti che prevede per ogni Stato membro entro il 2013 la redazione del Programma nazionale di prevenzione. Alla sua stesura dovranno contribuire tutti gli attori del ciclo dei rifiuti (enti locali, industria, grande distribuzione organizzata, commercianti, agricoltori, artigiani, aziende di igiene urbana, ambientalisti, consumatori) e a tal proposito chiediamo al nuovo Ministro dell’ambiente di attivarsi per il loro coinvolgimento”.

Tutti pronti dunque a dis-imballarci? L'appuntamento è per il 26 e 27 novembre, in tutta Italia!

Per visionare i punti vendita in cui trovare i volontari di Legambiente, cliccate qui.

Leggi anche i 7 modi in cui la Grande Distribuzione potrebbe ridurre i rifiuti

Eleonora Cresci

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