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Come un sasso lanciato nello stagno l'incidente di Fukushima continua a smuovere le acque di tutto il mondo. A poco meno di quattro mesi dal terremoto di Sendai e dalla conseguente catena di disastri legati alla centrale nucleare della cittadina giapponese, sono stati fatti più passi avanti verso un mondo senza scorie nucleari che negli ultimi 20 anni. Per contare i paesi che rinunciano (Italia) o rinunceranno (Germania, Svizzera e forse - in parte - anche la Francia) a questo tipo di energia non bastano quasi più le dita di una mano. Ma non è solo una questione di sì o di no. Il mondo intero, per lo meno il mondo “occidentale”, sembra essersi svegliato dopo un lungo letargo, e i test sulla sicurezza stanno impegnando le agenzie di tutti i paesi con una o più centrali attive.

L'Europa – connubio perfetto di “occidente & nucleare” – vuole dare l'esempio, e ha deciso di organizzare la prima conferenza sulla sicurezza nucleare dei paesi membri. Aperta oggi a Bruxelles presso la sede UE, la conferenza è divenuta realtà grazie all'ENSREG(European Nuclear Safety Regulators Group) il comitato che riunisce i 27 responsabili delle agenzie nazionali di altrettanti stati membri più qualche sporadico rappresentante della Commissione Europea. Ci sarà quindi anche una delegazione italiana, guidata dal direttore generale dell'ISPRA Stefano Laporta. Come si legge nel comunicato stampa della nostra agenzia nazionale, l'ISPRA appunto, gli scopi della conferenza sono molti:

la revisione sistematica dei margini di sicurezza degli impianti nucleari da parte degli Stati Membri dell’AIEA (Agenzia nazionale per l'energia atomica), anche con l’ampliamento dei servizi di peer review e l’aggiornamento degli standard di sicurezza dell’Agenzia;

  • il rafforzamento delle autorità di sicurezza nucleare, che ne garantisca l’effettiva indipendenza;

  • l’assegnazione di adeguate risorse umane e finanziarie;

  • il rafforzamento del sistema globale di preparazione e risposta alle emergenze;

  • il ruolo dell’AIEA* nel ricevimento e diffusione delle informazioni a seguito di incidenti

nucleare_in_Europa

Temi affrontati già nella conferenza di Vienna del 24 giugno scorso, di cui quella di Bruxelles, che si concluderà domani sera, è la naturale prosecuzione. Resta ora da vedere se, al contrario dei cerchi in superfici di un sasso sullo stagno, il cambio di mentalità e di approccio energetico del vecchio continente – e si spera un giorno anche di Stati Uniti, Cina e via dicendo – sarà costruito sulle promesse o piuttosto sulle azioni.

Roberto Zambon

 

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